CONDIVIDI
cicciolina boa pito topo
(Facebook)

Il presidente dell’Associazione italiana difesa animali ed ambiente rivela: “Una fonte mi ha confermato che il boa di Cicciolina era già morto, altro che topo”

Il pitone di Cicciolina è morto perché usato… male. E’ un’altra verità che sbuca fuori sul decesso di Pito Pito, il serpente utilizzato da Ilona Staller durante i suoi spettacolo hard. Il boa constrictor veniva infatti adagiato in una piramide di cristallo dove era solito cibarsi con un topo. Secondo quanto venne rivelato da Riccardo Schicchi, noto agente di attrici porno, quella volta le cose andarono male. Fu infatti il topo a uccidere il pitone, mangiandogli poi anche parte della testa. Era il 13 ottobre del 1993 e Una versione che già all’epoca sembrò bizzarra e che oggi, a distanza di 26 anni, verrebbe smentita da una persona che era molto vicina a quegli ambienti.

Per essere aggiornato su tutte le notizie: CLICCA QUI!

Leggi anche -> Cicciolina racconta il suo dramma: “Sono sul lastrico” – VIDEO

Cicciolina, Pito Pito non è stato ucciso dal topo: la verità sulla morte del boa

Il pitone di Cicciolina, quindi, non sarebbe morto ucciso da un topo. Ma anzi, sarebbe deceduto a causa di un uso improprio fatto dall’attrice porno e dal suo entourage. A lanciare l’accusa è Lorenzo Croce, presidente dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente: “Secondo quanto mi è stato personalmente raccontato da un personaggio che allora conosceva bene i segreti di quel mondo, il boa fu messo nella teca già morto e solo per quel motivo il topo potè rosicare parte del suo corpo – ha dichiarato Croce – Ora purtroppo è tardi per intraprendere una causa per maltrattamento di animali contro la ex pornodiva o comunque contro chi ha messo in quegli anni a repentaglio la vita del serpente, ma sicuramente la verità è giusto che venga a galla”. Inoltre, come confermato dallo stesso Croce, “la fonte che vuole rimanere rigorosamente anonima ha confermato anche che la signora Staller non ha mai avuto nessun rapporto sessuale con cavalli o altri equidi come per anni si è voluto far credere”. Ora non si attende altro che la replica dei diretti interessati.