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ecco di cosa si trattaIn attesa che il ricorso alla Cassazione venga giudicato dai giudici della Corte Suprema, Veronica Panarello trascorre la sua pena in carcere. Nel frattempo il marito ha preso una decisione importante.

L’omicidio di Loris Stival è uno dei casi di cronaca nera che in questi anni hanno lasciato un segno profondo sugli italiani. Il bambino è stato prima ucciso e successivamente portato dalla madre nel bagagliaio dell’auto per essere sepolto. Sebbene la madre del bambino, Veronica Panarello, non abbia mai ammesso di aver ucciso il figlio, la donna è stata condannata per omicidio volontario e occultamento del cadavere a 30 anni di reclusione, sia in primo grado che dalla corte d’Appello.

Il caso è stato reso maggiormente complicato dalle diverse versioni offerte dalla donna, la quale ha prima dichiarato che il figlio si era auto strangolato giocando con delle fascette, quindi ha accusato il suocero dell’omicidio, rivelando una presunta relazione sentimentale tra loro: secondo questa seconda versione il bambino avrebbe scoperto la relazione e Andrea Stival, padre di suo marito, lo avrebbe ucciso per non farlo parlare con il figlio.

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Veronica Panarello: la decisione di Davide Stival

Il legale di Veronica Panarello ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, motivandolo con la mancanza di un movente per l’omicidio. Già durante il processo d’appello, l’avvocato aveva chiesto che venissero considerate le attenuanti dovute alla personalità disarmonica di Veronica, emersa dalle perizie psichiatriche. Adesso, dunque, si punta sulla mancanza di movente per cercare quantomeno uno sconto di pena. Nel frattempo la Panarello ha cominciato ad accettare la condizione di carcerata e sta svolgendo alcuni lavori per occupare il tempo.

Il marito della donna, obbligato dalla sentenza a fornire notizie costanti corredate di foto sul loro secondogenito, ha fatto richiesta di separazione giudiziale. Davide Stival, infatti, è deciso più che mai a tagliare qualsiasi tipo di rapporto con la moglie, colpevole non solo della morte del figlio, ma anche del tentativo di addossare la colpa su suo padre.