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Il vescovo di Lecce cancella il concerto della cantautrice in piazza Duomo, sostenendo che “Levante non rispetta la sacralità del luogo”.

Il concerto di Levante non s’ha da fare. O meglio, la cantautrice siciliana potrà esibirsi a Lecce il prossimo 6 agosto, ma non in piazza Duomo. Il motivo è presto detto: secondo la Curia, le sue canzoni non sono adatte alla sacralità del luogo. “La commissione predisposta dal vescovo, monsignor Michele Seccia, valuta le richieste volta per volta” spiega l’arcidiocesi. Peccato che il management dell’artista abbia annunciato la data e il luogo del concerto prima di avere il placet della Chiesa. “Bisogna che ci sia compatibilità fra i testi, lo spettacolo, e la sacralità del luogo – sottolinea la Curia – evidentemente con i testi di Levante c’è qualche problemino”. Morale: urge trovare un’altra location per l’esibizione canora.

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Quel brano “incompatibile” con un luogo sacro

Che “Alfonso”, il brano che ha fatto conoscere Levante al grande pubblico, contenga qualche parolaccia è cosa nota. Ma a irritare la Curia sarebbe stata la canzone “Gesù Cristo sono io”, uscita nel 2017, nella quale l’ex giudice X Factor parla delle difficili condizioni delle donne vittime della supremazia degli uomini o, peggio, di violenze e maltrattamenti. Evidentemente il paragone è parso oltremodo irriverente. E dunque niente lasciapassare (mentre potranno esibirsi Il Volo, il 28 luglio, e Fiorella Mannoia, l’11 agosto).

L’Arcidiocesi tiene a sottolineare che il suo, lungi dall’essere un gesto è estremo, è un atteggiamento di semplice coerenza: “Dalla chiusura totale di piazza Duomo all’apertura agli eventi c’è stato un grande passo in avanti, un minimo di criterio ci deve essere, però”. Al di là del fatto che quella piazza è di proprietà della Curia, “si tratta di rispettare il suo valore simbolico”. Resta ora da vedere quale sarà la soluzione di ripiego di Levante.

EDS