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"300 mila euro subito o avveleniamo il caffè"
(Getty Images)

Questa mattina è giunta una minaccia inquietante al quartier generale della Lavazza: all’interno di una busta c’era una polverina verde ed una scritta: “Dateci 300 mila euro o avveleniamo il caffè”.

Questa mattina i dipendenti che lavorano al quartier generale della Lavazza (Torino) sono stati colti da attimi di panico quando è giunta una busta contenente una minaccia. Nella busta, giunta dal Belgio e scritta in inglese, c’era una strana polverina verde ed un biglietto su cui si leggeva: “Dateci 300 mila euro o avveleniamo il caffè”. Una volta trovata la busta, i dipendenti hanno immediatamente avvertito le forze dell’ordine per denunciare la il ricatto subito. Allo stabilimento sono giunti i Carabinieri, i Vigili del Fuoco e gli artificieri.

Lettere simili pare siano arrivate anche allo stabilimenti centrale della Ferrero ad Alba (Cuneo) e a quello della Caffè Verniano a Santena (Torino). In tutti e tre i casi la modalità di consegna era la stessa -una busta arrivata per posta dal Belgio- e all’interno di tutte le buste c’era la medesima polverina verde e un messaggio minaccioso finalizzato all’ottenimento di una cifra ingente di denaro.

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Lavazza ricattata, esclusa la pista anarchica

Una volta escluso che ci fossero ordigni negli stabilimenti, l’attività produttiva è ripresa senza intoppi. Gli investigatori in questo momento stanno cercando delle prove che possano condurre al mittente esaminando le buste, allo stesso tempo la polvere in essa contenuta è stata inviata all’Istituto zooprofilattico perché venga analizzata. Scartata sin da subito la pista anarchica: le buste e la scrittura delle minacce consegnate alla sindaca di Torino Chiara Appendino e ad Alessandro Sciretti erano differenti da queste, il che lascia pensare che i due episodi siano separati.