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Lamberto Sposini, gravi ritardi nei soccorsi: la causa con la Rai che fa finta di niente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:29
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la causa con la Rai che fa finta di niente
(Screenshot Video)

La famiglia di Lamberto Sposini è da anni in causa con la Rai per i ritardi nei soccorsi al giornalista che hanno peggiorato le sue condizioni di salute.

Circa otto anni fa Lamberto Sposini ha accusato un malore mentre si trovava in uno studio della Rai. I presenti hanno allertato i soccorsi ed in un primo momento si è pensato che il conduttore del tg avesse avuto un attacco cardiaco. Dal malore all’arrivo dell’ambulanza sono passati 50 minuti, un lasso di tempo enorme che potrebbe aver peggiorato le sue condizioni di salute attuali. Il giornalista, infatti, ha accusato un’emorragia cerebrale e in casi come questi la tempistica può essere fondamentale. Una volta arrivato in ospedale è stato sottoposto ad un intervento d’urgenza ma, nonostante l’intervento sia riuscito, Lamberto ha perso l’uso della parola.

La famiglia del giornalista è sicura che il ritardo nell’intervento sia causa dell’errata comunicazione con i soccorsi e abbia aggravato i danni causati dal malore, motivo per cui si attendeva un risarcimento da parte dell’emittente pubblica. Visto che i dirigenti Rai non hanno mai fatto un passo in tal senso, l’ex compagna e la figlia di Sposini hanno intentato causa contro l’emittente. In primo grado la loro richiesta di risarcimento è stata rigettata, ma la sentenza è stata impugnata e dopo tutti questi anni pare che si vada verso un’accordo privato.

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Lamberto Sposini, la Rai non ha ancora presentato una richiesta di risarcimento

Intervista a riguardo dal ‘Corriere‘, l’ex compagna del giornalista Sabina Donadio ha spiegato che la famiglia non è tanto interessata al denaro del risarcimento quanto ad un segno di riconoscimento per quanto fatto negli anni da Sposini per la Rai: “Vorrei fosse chiaro che per noi non è una questione economica. Lamberto ha bisogno di cure costanti, ma il punto non è questo. Ci piacerebbe che, umanamente, la Rai fosse un interlocutore diverso, perché non si può liquidare così quello che è successo”.

I legali della famiglia hanno spiegato che un accordo tra le parti potrebbe essere trovato sulla base di 350.000 euro, cifra nettamente inferiore alla richiesta avanzata in primo grado (11 milioni di euro), nonché a quella che l’emittente si ritroverebbe a pagare qualora venisse riscontrato in tribunale che i ritardi nei soccorsi siano da imputare alla Rai. Con la prossima udienza alle porte (il 21 maggio), la famiglia Sposini si attendeva una chiamata da parte della Rai, che però per il momento non è arrivata.