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C’è un audio di Veronica Panarello, madre del povero Loris Stival, indirizzato al padre del bimbo

Il caso del delitto del piccolo Loris Stival si arricchisce di un nuovo dettaglio. Riguarda Veronica Panarello, la madre condannata a 30 anni per omicidio.

Il caso dell’omicidio di Loris Stival si arricchisce di un nuovo dettaglio. Per il delitto – che vide come vittima il bambino di 8 anni – avvenuto a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, il 29 novembre del 2018, è stata condannata a 30 anni di reclusione la madre Veronica Panarello. La pena fu emessa in primo grado per poi essere confermata in Appello a luglio del 2018. Adesso è venuto fuori un messaggio audio nel quale la madre parla al marito descrivendo un fatto che sembra sia avvenuto appena prima che Loris Stival venisse ucciso. “Davide mi sono ricordata che una settimana fa quando ho accompagnato Loris a Taekwondo sono passati quattro ragazzi, uno più piccolo e gli altri più grandi e hanno iniziato a insultarmi, mi ricordo. Io ho abbassato il finestrino perché Lorys era sceso dalla macchina e gli hanno detto: sei uno sporco italiano e gli sputarono. Io li ho rimproverati e loro sono scappati, erano tunisini. Se li vedo li riconosco”. Sono queste le parole estrapolate dall’audio della donna. Veronica Panarello è stata descritta in aula di tribunale come “lucida e spietata, mossa da estrema crudeltà nel portare in atto un delitto panificato” alla lettura della sentenza. Non si è fatta alcuna remora nell’uccidere il suo stesso figlio, con un faldone di 174 pagine nelle quali furono riportate le motivazioni della condanna.

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Veronica Panarello, per i giudici agì in maniera “lucida e spietata”

Come aggravante, Veronica Panarello non fece nulla per salvare Loris nonostante questi fosse ancora agonizzante. Poi si mise all’opera nel tentativo di eliminare qualsiasi traccia del delitto da lei commesso, nascondendo il cadavere e simulando anche una presunta violenza ai danni del figlio. Il corpo di Loris è stato ritrovato in un canalone, e per i giudici è stata la madre a lasciarlo lì, per poi andare a frequentare un corso di cucina. Tutto questo per sviare le indagini e tenerla al sicuro dal mirino degli inquirenti, secondo la Procura di Catania che alla fine però l’ha condannata. I moventi di questo infanticidio sarebbero da ricercare in conflitti in ambito familiare e nell’ansia provata dalla donna. Che si sarebbe quindi sfogata sul povero Loris. Sembra che, la mattina del delitto, il bambino non volesse andare a scuola. Questo avrebbe fatto da miccia per quanto poi sarebbe accaduto. Intanto la difesa di Veronica Panarello ha annunciato il ricorso in Cassazione.