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Insalata confezionata, si può mangiare senza rischi? I risultati di un test

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Insalata confezionata
Insalata confezionata, ci sono eventuali rischi nel suo consumo?

Ci sono diversi tipi e marchi di insalata confezionata disponibili sul mercato. Ci si chiede se il consumo di questi prodotti sia esente da eventuali rischi.

Dal settimanale ‘Il Salvagente’ arriva la risposta ad un importante quesito in ambito alimentare. “L’insalata confezionata è soggetta ai controlli di igiene e di qualità necessari o può comportare dei rischi per la salute?”. Parliamo di un mercato in espansione che cresce in media del 5% all’anno. Per questo test e per arrivare a delle spiegazioni esaustive in merito, sono state prese in considerazione 10 confezioni tutte diverse di insalata confezionata. Le marche prese in disamina sono le seguenti: Bonduelle, DimmidiSì, Coop, Esselunga, Auchan, Carrefour, Conad, NaturaSì, Lidl ed Eurospin. Nessuna di queste ha superato i limiti stabiliti dalle normative vigenti in materia di sostanze nocive contenute, anche se di recente un prodotto Eurospin è stato ritirato dal mercato.Un’altra buona notizia è che non sono state riscontrate le condizioni per le quali possano proliferare batteri che portano al manifestarsi di malattie come escherichia coli, listeria e salmonella. Che in alcuni casi invece possono verificarsi.

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Insalata confezionata, quali rischi? I risultati dei test

Però al tempo stesso le analisi hanno portato in evidenza il fatto che gli ortaggi trattati presentavano tracce di quattro diversi tipi di pesticidi e diserbanti. Inoltre sembra che niente venga fatto per impedire mix pericolosi di queste sostanze, nonostante la legge ad oggi non dica niente in proposito. Per le normative in corso, l’importante è che non si superi una soglia prefissata. Ma per l’organismo potrebbero esserci effetti collaterali indesiderati in tal senso. Poi in piccole quantità è presente il cadmio, incluso in alcuni tipi di pesticidi e che è un metallo pesante pericoloso per la salute. Su questi 10 prodotti, 4 di altrettanti marchi presentavano limiti alquanto vicini ai limiti vigenti.