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Fratellini precipitati dall’ottavo piano, una testimone rivela un dettaglio choc. 

Fratellini
(Google Maps)

Emergono nuovi e inquietanti dettagli sulla vicenda dei due fratellini caduti dall’ottavo piano di un palazzo nella periferia di Bologna. In particolare ci sono due elementi che lasciano non poche perplessità agli inquirenti su quanto accaduto realmente. Il primo è che i due corpi senza vita di David e Benjamin pare siano stati ritrovati troppo distante dal balcone dal quale sarebbero caduti. Il suicidio appare poco probabile, si pensa più che altro ad un tentativo di eludere la punizione del padre cercando di saltare da un balcone all’altro o ad un gioco pericoloso finito male. Queste due spiegazioni giustificherebbero il ritrovamento dei due corpi a 6-7 metri di distanza dall’asse del balcone, ma nessuna delle ipotesi è dimostrabile in assenza di testimoni oculari o riprese. Poi c’è l’altro elemento che arriva da un’altra testimone, Giuseppina Matteucci, che afferma di aver sentito i due tonfi dovuti alla caduta dei corpi  ad una considerevole distanza di tempo l’uno dall’altro: “Ho sentito due botte forti, non contemporanee, ma a distanza di qualche secondo l’una dall’altra. Non so quantificare quanti, forse venti o trenta di secondi”.

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Le parole del padre, ecco la sua versione

L’uomo, Eitz Chabwore, era in casa da solo con i due bambini e ha raccontato agli inquirenti di averli sgridati e di aver avuto una lite con loro. Il motivo del dissidio stava nel fatto che dopo aver fatto la spesa per suo conto non gli avevano riconsegnato l’intero resto dovuto. L’uomo dice di essere andato a fare la doccia dopo questo alterco e di essere stato interrotto poco dopo da un vicino di casa che gli ha suonato alla porta per dirgli che i due bambini erano caduto dalla finestra di casa. Non c’è dunque nessun testimone che possa confermare o smentire questa versione né nessun testimone che abbia visto qualcosa da un altro punto di vista che sia un’altra abitazione o la strada. La moglie di Chabwore ha detto: “Mio marito è una persona amorevole” escludendo ogni ipotesi di coinvolgimento diretto dell’uomo nella tragedia. I due, di origini kenyote e in Italia da molti anni, hanno anche altri figli,  un maschio di due e una femmina di otto anni.