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"Sentenza troppo morbida, ipocrita e codarda"
(Getty Images)

In seguito alla multa comminata dalla Uefa a Cristiano Ronaldo per il gestaccio nella partita con l’Atletico Madrid, si è scatenata una polemica sui media. Molti ritengono la mancata squalifica come un atto di codardia e di ipocrisia.

Gli ottavi di Champions League tra Atletico Madrid e Juventus sono stati esaltanti, un tripudio di classe, grinta e competenza tattica. Il doppio confronto, però, ha fatto anche emergere il lato peggiore dello sport, quello in cui i protagonisti più celebrati, invece di dare un esempio di sportività si concedono parentesi di trivialità e gesti puerili che, come ogni esempio negativo, fanno tendenza sui social e tra i più giovani.

Ci riferiamo ovviamente, in ordine cronologico, alla stretta di genitali di Simeone e all’indicazione di disponibilità alla fellatio da parte di Cristiano Ronaldo due settimane dopo. Entrambi sono stati esposti al giudizio dell’Uefa, la quale doveva decidere quale sanzione applicare per il pessimo esempio dato dai due professionisti. La prima sentenza è stata una multa di 20.000 euro per l’allenatore argentino, la seconda è stata un copia e incolla della prima, con la stessa multa recapitata a CR7. Se nel primo caso c’erano stati dei mugugni sommessi, in questo si è scatenata una vera e propria bufera mediatica e social.

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Multa Cristiano Ronaldo, l’indignazione della stampa: “Sentenza ipocrita”

A condannare la sanzione troppo morbida della Uefa non sono solo i tifosi di parte avversa, ma anche la stampa. Il primo a fare notare come i 20.000 euro di multa siano per CR7 l’equivalente del costo di un caffè e di un pezzo da colazione per un comune mortale è stato il ‘Corriere dello Sport‘, in un articolo in cui si legge: “20mila euro di multa inflitti da quei cattivoni dei giudici Uefa, cifra che lui guadagnerà all’incirca da qui alle prossime due ore, anche quando dorme nel suo pigiama di seta e d’ottoni di madreperla,nel suo letto a dodici piazze e petali di rosa, più che mai immarcabile dai comuni mortali”, esordisce ironicamente il redattore che poi si espone nel giudizio impietoso della sentenza: “Come vogliamo chiamarla ‘sentenza morbida’. Io la chiamerei sentenza ipocrita, codarda e per nulla esemplare, da parroco di provincia, l’equivalente di un paternostro e due avemaria”.

A sottolineare l’impalpabilità della punizione per Cristiano Ronaldo è anche ‘Repubblica‘, in un articolo in cui si sottolinea come 20.000 euro per il campione lusitano siano il prezzo di una cena in compagnia della fidanzata e dell’entourage ed in cui si legge un’aperta condanna alla decisione: “La giustizia sportiva oggi è la grande sconfitta di questa storia e si dimostra schiava dell’opportunismo, servile verso l’arroganza dei protagonisti e dei club. Non si possono disturbare due grandi club in corsa per la Champions League. E chissà cosa sarebbe successo se fosse capitato a un pincopallino qualsiasi che non ha il nome di Simeone o Ronaldo. Ha vinto la Tribù dei Trogloditi, di cui Ronaldo e Simeone sono degni rappresentati. Applausi”.