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Emilia Clarke di ‘Game of Thrones’: “Due aneurismi mi stavano uccidendo”

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Emilia Clarke
L’attrice Emilia Clarke svela: “Ho avuto due gravi aneurismi”

La bella Emilia Clarke rende noto di aver vissuto un terribile dramma: “Per colpa di due aneurismi sono stata molto vicina a morire”.

L’attrice Emilia Clark, che ha interpretato Daenerys Targaryen in ‘Game of Thrones’, ha svelato di aver vissuto un dramma personale. La donna, 32 anni, ha reso noto di avere avuto due aneurismi cerebrali, che hanno comportato il doversi sottoporre ad altrettanti delicati interventi chirurgici. “Sono stata anche molto vicina alla morte, avvenne dopo la prima stagione di ‘Game of Thrones’. E proprio quando pensai di aver realizzato i miei sogni di bambina. Non ho mai parlato di questa cosa, ma adesso è giunto il momento. Ed ammetto anche che il tutto mi sembrava strano, questo lavoro non l’avevo ancora capito e cercavo di non deludere la fiducia di chi aveva creduto in me. Nel primo episodio apparivo nuda e mi chiedevano sempre di quello. Pensavo ‘Quanti uomini devo uccidere per mostrare il mio valore?’. Mi sentivo esposta, e ho avvertito un forte stress”. Da qui il bisogno di Emilia Clarke di avvalersi di un personal trainer.

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Emilia Clarke: “Quello che ho passato è stato terrificante”

“Facevo esercizi per allentare la tensione, ma ad un certo punto durante uno di questi sentii una fascia elastica al cervello, come se qualcosa mi schiacciasse la testa. Ho provato ad ignorare il dolore ma senza riuscirci. Una volta in bagno mi sono piegata sulle ginocchia per vomitare con estrema violenza. Ed il dolore peggiorava. Dicevo a me stessa che non sarei rimasta paralizzata, perché avevo capito cosa stesse succedendo. Provai anche a recitare qualche battuta per tenere attivo il cervello. Poi ricordo solo il suono di una sirena, l’ambulanza ed io che vomitavo bile. Mi si era rotta una arteria, una cosa che fa morire una persona su tre. Mi serviva una operazione immediata, che è durata tre ore. Avevo 24 anni. Poi al risveglio urlavo dal dolore, mi fu detto chiaramente che avevo poche speranze di sopravvivere se non fossi stata operata di nuovo. L’intervento non era andato bene e stavolta bisognava bucare il cranio. Ora ho dei pezzi di titanio in testa. Superai anche questa e passai un mese in ospedale, con tutte le difficoltà anche psicologiche del caso. E so che c’è anche chi ha sofferto e soffre di più per questo”.