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ecco la ricostruzione
(Screenshot)

La morte di David Rossi è stata causata da un suicidio o da un omicidio? Questa la domanda principale di familiari e media su quanto accaduto la sera del 6 marzo 2013.

David Rossi, direttore della comunicazione della Montepaschi, è morto il 6 marzo del 2013. Il suo corpo privo di vita è stato trovato in un vicolo laterale alla sede della banca intorno alle 20:53. Secondo le ricostruzioni effettuate osservando le ricostruzioni delle telecamere di sorveglianza che danno sul vicolo, Rossi è caduto al suolo alle 19:43, in quel frattempo nel suo ufficio sono entrate delle persone ed al suo telefono sono arrivate delle chiamate a cui qualcuno ha risposto.

Nel corso di questi anni sono state effettuate tre indagini sulla misteriosa morte del dirigente di Montepaschi, le prime due sono state archiviate come suicidio, ma i dubbi avanzati attraverso i legali dalla famiglia Rossi hanno permesso all’istituzione di una nuova indagine che è ancora in corso. Ad occuparsi più volte del caso sono state ‘Le Iene‘ che questa sera manderanno in onda un ulteriore servizio con gli aggiornamenti delle indagini in corso. In attesa di conoscere le risultanze che verranno fuori dal servizio, cerchiamo di capire quali sono i principali misteri legati alle indagini precedenti.

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Caso Rossi, indagine aperta: ecco i principali misteri 

Il primo mistero è legato ad un numero a cui Rossi avrebbe risposto alle 20:16. Come spiegato prima il dirigente è precipitato intorno alle 19:43 e com’è possibile vedere dalle registrazioni non ha mai risposto ad alcuna chiamata. Inoltre, stando ai risultati dell’autopsia, l’orario della morte è fissato per le 20:05. Chi ha chiamato Rossi? Ma sopratutto chi ha risposto? Nel corso delle indagini si è scoperto grazie alla collaborazione di Telecom che il numero in questione era quello dell’autoricarica Tim verso il chiamante che nel caso in specie era Carolina Orlandi (la figliastra). Da questa rivelazione emerge un altro mistero, visto che Carolina sostiene di non aver effettuato alcuna ricarica. Inoltre pare che dal telefono di Rossi qualcuno abbia risposto anche alle 21:59, quando a chiamare era stato l’onorevole Daniela Santanché.

I misteri sul caso non si limitano alle chiamate, rimane irrisolta infatti anche la questione legata ai 4 accessi effettuati al suo pc tra le 21:50 all’1:37. Inizialmente la questione era stata chiusa quando alcuni membri della Montepaschi avevano sostenuto che gli accessi non fossero altro che riattivazioni del pc da stand by dovute al movimento involontario del mouse o da un’involontaria pressione su un pulsante della tastiera. Questa versione, però, è stata confutata dagli esperti informatici dei legali della famiglia Rossi, i quali sostengono invece che in quelle occasioni ci sono state dei collegamenti al server, il che presuppone l’immissione di nome utente e password. Su queste incongruenze sono ripartite le indagini, attraverso cui gli inquirenti sperano di poter dare risposta a tutti gli interrogativi rimasti irrisolti.