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Nicoletta Indelicato, la ragazza uccisa a 25 anni (websource/archivio)

Il caso di Nicoletta Indelicato, la ragazza uccisa dopo essere sparita di casa sabato sera, giunge subito ad una svolta cruciale dopo soli 3 giorni.

La vicenda di una ragazza uccisa a Marsala domenica scorsa sembra essersi risolto nel giro di appena tre giorni. Nelle prime ore di oggi infatti sono state fermate due persone per l’omicidio di Nicoletta Indelicato. Si tratta di una giovane di 25 anni che era sparita nel nulla senza lasciare traccia lo scorso 17 marzo. Nelle scorse ore, questa notte, il suo corpo senza vita è stato però ritrovato in una zona di campagna in un’area situata in contrada Sant’Onofrio. Una rapida indagine ha portato all’arresto di un uomo ed una donna, ritenuti fortemente responsabili della morte di Nicoletta. I due fermati si chiamano Carmelo Bonetta, 34 anni, e Margareta Buffa, 29. Nei loro confronti sono state formulate le accuse di omicidio e di soppressione di cadavere della ragazza uccisa. Nicoletta Indelicato viveva in pieno centro a Marsala assieme alla madre ed al padre.

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Ragazza uccisa, si chiamava Nicoletta Indelicato

A diffondere la notizia della sua sparizione era stato l’ufficio stampa del Comune. Era stato specificato come Nicoletta fosse uscita appena scoccata la domenica, in circostanze un pò improvvise, sembra in compagnia di un’amica. Però da quella circostanza ha fatto seguito la sua sparizione, non essendo la povera Nicoletta più tornata a casa. Nella giornata di lunedì si era anche svolto un incontro d’urgenza a Trapani tra le forze dell’ordine e la Prefettura per organizzare le ricerche della 25enne. La denuncia dei genitori della vittima era stata inoltrata già poche ore dopo il mancato ritorno a casa di Nicoletta. Entrambi sono parsi sicuri del fatto che potesse esserle accaduto qualcosa, senza mai credere ad un suo eventuale allontanamento volontario. Hanno fatto sapere che la loro figlia era uscita di casa a mezzanotte ed un quarto tra sabato e domenica, orario decisamente insolito. E che non rispondeva alle loro chiamate. La giovane era laureata in Scienze della Formazione ed aveva svolto un lavoro di tre mesi in un centro di accoglienza.