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nuova zelanda strage fucileSul fucile dell’assalitore che ha guidato la strage a Christchurch, in Nuova Zelanda, nomi ed eventi ricollegabili alla storia anti-musulmana

Non ci sono parole per spiegare ciò che è accaduto questa notte (in Italia) a Christchurch, città della Nuova Zelanda scossa e violentata da un brutale assalto omicida. Una furia cieca che si è abbattuta su due moschee e su chi, in quel momento, si trovava all’interno. La loro unica colpa è stata quella di essere riuniti in preghiera, in un luogo di culto musulmano. Anzi, nella mente perversa di Brenton Tarrant, autore della strage (40 le vittime già accertate), il solo fatto di essere musulmani prevedeva una fine del genere. D’altro canto, basta leggere le scritte che campeggiano sul fucile che ha usato per l’assalto per capire cosa ha mosso la sua folle azione in Nuova Zelanda.

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Nuova Zelanda, il fucile ‘marchiato’ dell’autore della strage: c’è anche il nome di Luca Traini

Da Alexandre Bissonette a Josué Estébanez, passando per Sebastiano Venier e per Luca Traini. Quest’ultimo è l’uomo che poco più di un anno fa seminò il panico a Macerata iniziando a sparare contro extracomunitari (ne ferì 6), a qualche giorno dall’omicidio di Pamela Mastropietro. Di seguito vi proponiamo tutte le citazioni presenti sul fucile d’assalto di Brenton Tarrant, l’uomo che ha compiuto la strage di questa notte in Nuova Zelanda:

  • Alexandre Bissonnette: uccise il 29 gennaio 2017 sei persone e ne ferì gravemente cinque in una moschea di Quebec City, in Canada.
  • Carlo Martello, protagonista dell’arresto dell’invasione arabo-islamica in Europa nel 700, soprattutto nella battaglia di Poietiers.
  • Tours 732, riferimento alla località vicina a Poietiers in cui si svolse la grande battaglia di Carlo Martello
  • Il numero 14, che indica le parole di due slogan dell’organizzazione neonazista americana The Order
  • Sebastiano Venier, protagonista nella battaglia di Lepanto del 1571 che vide le forze della Lega Santa infliggere un’importante sconfitta ai Turchi.
  • Boemondo I d’Antiochia, principe di Taranto e uno dei comandanti della prima Crociata.
  • Shipka Pass, località della Bulgaria in cui nel 1877 russi e bulgari respinsero l’attacco dell’Impero Ottomano.
  • Novak Vujosevi, eroe della battaglia di Fundina (Montenegro). Qui 5mila soldati montenegrini fronteggiarono circa 4 mila ottomani.
  • Gastone IV di Béarn, nobile francese soprannominato Il Crociato. Combatté per la conquista di Gerusalemme nella prima crociata.
  • Josué Estébanez, soldato spagnolo che quando aveva nel 2009 anni uccise sulla metro di Madrid il sedicenne Carlos Palomino.
  • Sigismondo di Lussemburgo, imperatore del Sacro Romano Impero.
  • Feliks Kazimierz Potocki, nobile polacco che partecipò alla battaglia di Vienna del 1683.
  • Iosif Vladimirovič Gurko, politico e generale russo che conquistò la vittoria decisiva contro gli ottomani nella guerra russo-turca di fine ‘800.
  • Acri 1189, durante la terza crociata (1189-1192) venne riconquistata Acri (città che dal 1948 fa parte dello Stato di Israele): venne così fermata l’espansione dei musulmani.
  • Costantino II Asen: ultimo imperatore di Bulgaria, guidò una ribellione anti-ottomana
  • Giovanni I d’Ungheria
  • Here’s Migration Compact: a indicare il ‘Il Global Compact for Immigration’, il documento dell’Onu che indica le linee guida nella gestione dell’immigrazione e dell’accoglienza dei richiedenti asilo (non firmato dall’Italia).
  • Per Rotherham: località nel nord dell’Inghilterra in cui si sarebbero registrati 1400 casi di abusi sessuali su minori negli ultimi 20 anni. Gran parte degli stupratori provenivano dalla comunità pachistana.