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Dura condanna per Claudio Pinti, definito ‘l’untore’ di Ancona

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Dura condanna per il 35enne marchigiano Claudio Pinti, definito ‘l’untore’ di Ancona: avrebbe contagiato diverse persone con virus Hiv.

Claudio Pinti
(Facebook)

Claudio Pinti, il giovane che avrebbe contagiato diverse persone con il virus HIV tramite rapporti non protetti, ha subito in primo grado una condanna a 16 anni e otto mesi, comminata relativamente a solo due episodi. Infatti, era finito sotto inchiesta per aver consapevolmente contagiato l’allora compagna, poi morta nel giugno 2017, e trasmesso l’Hiv a una 40enne con cui aveva una relazione. Il giovane ex autotrasportatore di Montecarotto, provincia di Ancona, doveva rispondere dei reati di lesioni gravissime e omicidio volontario.

Le accuse all’untore di Ancona Claudio Pinti

Il caso emerse nell’estate 2018, provocando molto clamore: stando alle accuse, le segnalazioni di persone entrate a contatto con il giovane, 35 anni, sono centinaia. Le richieste di risarcimento danni nei suoi confronti corrispondono a circa sette milioni di euro. La sentenza odierna è stata emessa con rito abbreviato dal gup Paola Moscaroli. A causa delle sue precarie condizioni di salute, Claudio Pinti – che ha sempre negato l’esistenza dell’Hiv – si trova ricoverato in ospedale a Viterbo da qualche tempo.

Per i due reati contestati nel processo arrivato oggi a sentenza, il gup ha riconosciuto alle varie parti offese complessivamente 525mila euro di risarcimento, mentre la quantificazione completa dei danni dovrà essere fatta in sede civile. Fu la ex fidanzata di Claudio Pinti a far scattare l’allarme la scorsa estate, denunciando il suo comportamento.