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Una donna è stata uccisa per non aver lasciato l’amante: pena attenuata all’ex compagno, perché mosso da “rabbia e disperazione”.

uccisa compagno
(Facebook)

Sta facendo molto discutere la sentenza emessa dal tribunale di Genova in un caso di femminicidio: un uomo è stato condannato a 16 anni rispetto alla richiesta del Pubblico Ministero che aveva chiesto una pena di 30. La motivazione dei giudici che hanno pronunciato la sentenza è che l’uomo sarebbe stato mosso da “un misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento”.

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Polemiche per la sentenza sul femminicidio

Secondo quanto si apprende, infatti, a muovere la mano dell’uomo, che ha colpito la compagna con diverse coltellate, sarebbero stati la rabbia e la gelosia, ben oltre il limite della possessività. Alla vittima, che si chiamava Jenny Angela Coello Reyes, sarebbe infatti arrivata la richiesta di lasciare l’amante, ma lei non avrebbe assecondato la volontà del compagno che appunto l’avrebbe uccisa a coltellate.

Il legale della famiglia della donna, Giuseppe Maria Gallo, ritiene che questa sentenza ha “riesumato il delitto d’onore”, aggiungendo: “Ormai assistiamo a un orientamento più culturale che giuridico, gli omicidi a sfondo passionale sono inseriti in un circuito di tempesta emotiva”. L’avvocato quindi ha ricordato di aver fatto istanza alla procura per impugnare la sentenza, sostenendo che il pm l’avrebbe respinta “senza fornire motivazione”.