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Luke Perry, la figlia risponde alle accuse: “Non piangerò in casa perché lo vuole internet”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:00
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Sophie Perry

Sophie Perry, la figlia di Luke, finisce nel mirino degli  hater. Troppo succinta e volgare nel linguaggio. La 18enne risponde via social.

La morte di Luke Perry non ha sconvolto solo i fans e questo è decisamente chiaro. La famiglia del sex simbol degli anni ’90, icona di ‘Beverly Hills 90210′, ha lasciato un forte vuoto nella sua famiglia. Lo dimostrano le dichiarazioni social del figlio Jake e della figlia di 18enne Sophie, la quale ha saputo della scomparsa del padre mentre era in Africa. Al dolore di non poter assistere agli ultimi istanti di vita del padre si sono aggiunte nelle scorse ore anche le accuse piovutele sui social, dove è stata accusata di avere un linguaggio troppo scurrile e un vestiario troppo provocante per il momento di lutto che sta vivendo.

Sophie ha dovuto fare i conti con una brutta realtà fino ad allora solo vissuta marginalmente: l’odio social. Quasi superfluo sottolineare che nessuno può giudicare il comportamento di una persona che soffre per la perdita del padre, specie chi in quella situazione non si trova e della ragazza non conosce né la quotidianità né lo stato d’animo. Proprio questo è il concetto che la diciottenne ha espresso sul proprio profilo social in risposta alle critiche e agli insulti che le sono piovuti addosso senza alcuna ragione, scrivendo un post in cui chiede a tutti in non interferire con il suo dolore.

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Sophie Perry, la figlia di Luke risponde agli hater

Il post di Sophie comincia con una constatazione che serve anche come riconoscimento dell’affetto ricevuto da estranei in questo momento di difficoltà: “Da quando mio padre è morto ho ricevuto molta attenzione online, per la maggior parte positiva, ma le persone non sono tutte belle”, la conclusione della frase le serve come incipit di uno sfogo contro chi l’ha attaccata: “Sono stata criticata per il mio linguaggio, per il mio guardaroba, è stato un processo al lutto. Sono qui per dire che non ho chiesto io questa attenzione, non ho chiesto di essere messa sotto questi riflettori virtuali. Ho 18 anni e ho il diritto di vestirmi come una squillo o di imprecare come un marinaio”.

In conclusione Sophie dà una lezione di vita a chi si erge a professore di vita e a giudice morale su internet, rispondendo a tono a chi sostiene che non stia soffrendo: “Continuerò a ridere e sorridere e vivere normalmente la mia vita: sì, sono triste e addolorata per ciò che è successo a mio padre, è la cosa peggiore che mi sia mai capitata. Ma non mi siederò in una stanza a piangere solo perché lo vuole internet: e se aveste davvero conosciuto mio padre sapreste che non lo vorrebbe nemmeno lui”.

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