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"Mi svegliavo la notte e scoppiavo a piangere"In tribunale per il processo contro il suo ex socio e manager Trigona, Corrado Guzzanti racconta il tracollo emotivo subito dopo aver scoperto che questo gli aveva svuotato il conto in banca.

Corrado Guzzanti, attore comico che raggiunse l’apice professionale a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, sei anni fa circa ha scoperto con sua grande sorpresa di avere i conti bancari in rosso quando gli è arrivato a casa un decreto ingiuntivo di pagamento e la notifica del pignoramento della sua abitazione. Completamente ignaro della sua situazione economica disastrosa, l’attore ha scoperto poi che la causa dei suoi problemi era stata la gestione dell’ex socio e manager Valerio Terenzio Trigona.

I due si erano conosciuti nel 1994 quando Guzzanti partecipava a Tunnel. Trigona lavorava già con grandissimi artisti come Dalla e Morandi e convinse il comico ad affidargli tutti i suoi interessi. Con il passare del tempo lo convinse anche ad investire sui bund tedeschi (titoli di stato dall’alto rendimento, come abbiamo scoperto grazie alla crisi dello spread). L’investimento sui titoli, secondo quanto dichiarato in tribunale, non è mai avvenuto ed anche il conto di liquidità che l’attore credeva di alimentare non è mai esistito. Di contro Trigona avrebbe utilizzato gli utili di Guzzanti per prelievi e bonifici con i quali depaupera i guadagni dell’attore.

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Corrado Guzzanti: “Mi svegliavo la notte in preda a crisi di pianto”

Il risultato di questa gestione è stato un debito con l’erario da 900.000 euro che Trigona per un periodo è riuscito anche a dilazionare senza che Guzzanti ne fosse al corrente. Una volta scoperto quanto successo, l’attore ha denunciato l’ex socio per truffa. Nel corso dell’ultima udienza il comico ha spiegato ai giudici lo stato emotivo in cui lo ha gettato la scoperta delle difficoltà economiche: “Per un lungo periodo ho avuto difficoltà a dormire per gli incubi e gli scoppi di pianto nel sonno. Questa cosa mi imbarazza ma per fortuna, grazie alla mia compagna che mi è rimasta sempre vicina a farmi coraggio, con molta lentezza ho ripreso a vivere. Ero in difficoltà anche a fare la spesa”. Il trauma più grande, però, è stato quello emotivo, legato alla scoperta del tradimento compiuto da quello che riteneva un amico: “Ogni volta che viene pronunciato il suo nome è una pugnalata al cuore. Il trauma emotivo, posso dire ora a cinque o sei anni di distanza, è stato più forte di quello economico e finanziario”.