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Tragedia aereo Ethiopian: Arturo è vivo per miracolo

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Arturo è vivo per miracolo
(Getty Images)

Mentre autorità e media cercano di individuare le cause che hanno portato all’incidente aereo che è costato la vita a 157 persone in Etiopia, emerge la storia di Arturo, vivo solamente perché ha cambiato volo all’ultimo minuto.

Tragico incidente aereo in Etiopia, il Boeing 737 Max partito da Addis Abeba e diretto a Nairobi è precipitato 6 minuti dopo essere partito dall’aeroporto di Bole. Nell’incidente sono morte tutte le persone che erano a bordo: 157 tra passeggeri (145) ed equipaggio (8). Nel Paese africano hanno bloccato le partenze di tutti i voli con aerei dello stesso modello e le autorità investigano per comprendere le cause dell’immane tragedia.

Nel frattempo in queste ore è emersa la storia di Arturo, un ragazzo di 30 anni originario di Milano che su quel volo doveva esserci e non c’era solo per un caso fortuito. Impiegato dell’agenzia delle Nazioni Unite ‘World Food Program‘, il giovane milanese sarebbe dovuto partire da Roma insieme ad altri colleghi italiani con il volo che poi ha fatto scalo ad Addis Abeba e che non è mai arrivato a Nairobi, ma per un cambio di programma dell’ultimo minuto è partito invece da Francoforte con un altro volo. Il ragazzo è vivo  per miracolo, visto che nessuno dei passeggeri presenti sul volo è riuscito a sopravvivere.

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Tragedia aereo Ethiopian: tutti gli italiani morti nella tragedia

Sono almeno sette le vittime di nazionalità italiana morte nell’incidente aereo avvenuto ieri in Etiopia. Sul volo c’era Sebastiano Tusa, archeologo e assessore ai beni culturali della Regione Sicilia, il presidente e due volontari di “Africa Tremila”: Carlo Spini, la moglie Gabriella Vigiani ed il tesoriere Matteo Ravasio. Tra le vittime figurano anche Paolo Dieci, Comitato Internazionale per lo sviluppo dei popoli, Maria Pila Buzzetti e Virginia Chimenti del “World Food Programme” e Rosemary Mumbi.