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Mogol è un’icona nazionale, un’artista conosciuto in tutto lo stivale alla quale si deve molto della storia musicale italiana degli ultimi sessant’anni. Raccontiamo la sua storia.

Giulio Rapetti Mogol, conosciuto artisticamente come Mogol, nasce a Milano nel 1936.  Figlio del dirigente della casa discografica Ricordi, antenata della Dischi Ricordi, e paroliere Mariano Rapetti (conosciuto come Calibi). Il secondo conflitto mondiale porta la famiglia Mogol a rifugiarsi a Carugo (CO) per poi ritornare a Milano nel 1945. Completati gli studi, il giovane Giulio si sposta alla Ricordi Radio Record (o RRR) come addetto alla pubblicizzazione delle edizioni. Concordato insieme alla SIAE lo pseudonimo di Mogol, Giulio inizia la sua fruttuosa carriera da paroliere e nel 1960 scrive, insieme a Carlo Donida, il brano Briciole di baci, interpretata dalla cantante Mina. L’anno successivo rivela il suo potenziale con la canzone Al di là, che gli varrà la vittoria al Festival di Sanremo.

Mogol, l’incontro con Lucio Battisti e la nascita di un mito

Nel 1964 torna al festival di Sanremo con il brano Una lacrima sul viso, interpretato da Bobby Solo, che farà guadagnare al cantante un grande successo. In questo periodo Mogol non solo scrive ex novo moltissimi brani per diversi cantanti italiani, ma nel frattempo comincia a tradurre in italiano famose colonne sonore inglesi e americani (anche brani di cantanti come David Bowie e Bob Dylan). È nel 1965 che avviene l’incontro con uno degli artisti più importanti nella vita e nella carriera di Giulio: Lucio Battisti.

Il sodalizio con Battisti sarà uno dei più proficui nella storia musicale italiana dagli anni Settanta agli anni Ottanta. La coppia crea opere come Un’avventura, Emozioni, Il mio canto libero, Una donna per amico e tante altre. In questo periodo avviene anche l’abbandono da parte di Mogol dalla vecchia etichetta discografica alla neonata Numero Uno. Uno degli eventi fondamentali per l’ascesa artistica della coppia fu un viaggio a cavallo che partiva da Milano e finiva a Roma, dove per diverse tappe il duo si esibiva. Gli anni Ottanta e Novanta sono legati ad un parziale distacco della coppia Mogol-Battisti, Giulio comincia a lavorare per nuovi artisti come Cocciante (Se stiamo insieme) o Zucchero (gran parte de Zucchero & The Randy Jackson Band). Nello stesso periodo inizia delle prolifiche collaborazioni con artisti come Mango (Oro), Gianni Bella (Il patto) e Adriano Celentano (Io non so parlar d’amore).

Il paroliere milanese è anche celebre per aver dato vita alla Nazionale italiana cantanti, formata nel 1975 insieme a Gianni Morandi, Paolo Mengoli e Claudio Baglioni, che ha l’intento di divertire e raccogliere fondi a scopo benefico. Nel 1992 fonda a Toscolano il CET (Centro Europeo di Toscolano).

I Duemila sono invece gli anni delle grandi onorificenze: nel 2008 nasce in Valle d’Aosta il premio Mogol conferito al miglior testo musicale in lingua italiana dell’anno. La giuria è presieduta dallo stesso artista milanese. Nel 2013 l’università di Palermo conferisce a Mogol la laurea honoris causa in Teorie della comunicazione, l’anno successivo ottiene il Grand Prix Corallo Città di Alghero per la musica.

Mogol, vita privata

Giulio è attualmente sposato con Daniela Gimmelli. Il cantante milanese ha quattro figli: Mario, Alfredo e Carolina avuti con la sua prima moglie Serenella De Pedrini e Francesco, nato dalla relazione con la pittrice Gabriella Marazzi.