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di maio salvini tav governo
© Getty Images

E’ scontro totale tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini sulla Tav. Il ministro dell’Interno ha ‘minacciato’ di far saltare il governo, il pentastellato: “Irresponsabile, io e Conte siamo d’accordo”

Dopo poco più di un anno dalle ultime elezioni politiche, il governo giallo-verde è seriamente a rischio. L’accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega, vicini per certe idee ma molto distanti per tante altre, è infatti più fragile che mai. E il punto di rottura potrebbe essere arrivato su un tema che mai ha visto concordi i due partiti politici, quello della Tav. Un muro invalicabile è stato eretto, da una parte e dall’altra, da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini. Il primo continua a ribadire la sua personale idea sull’inutilità dell’opera, mentre per il secondo è necessario proseguire la strada incanalata da anni. Le posizioni sembrano totalmente cristallizzate e forse per la prima volta da quando si è formato il governo, uno dei due esponenti (il leader della Lega, in questo caso) ‘minaccia’ di far saltare il banco. “Siamo nelle mani di Dio”, ha risposto Salvini a chi gli ha chiesto se fosse pronto a rompere l’accordo e a rimandare di fatto gli elettori alle urne. La reazione di Di Maio era attesa ed è stata durissima.

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Tav, scontro totale tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini: il governo mai così a rischio

Luigi Di Maio si dice assolutamente “interdetto dal fatto che la Lega metta in discussione l’esecutivo” e ribadisce la sua idea sulle parole “irresponsabili” di Matteo Salvini. Il leader del Movimento 5 Stelle, vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico risponde direttamente al collega leghista. “Nella fase di contrattazione del programma di governo – ha ricordato il capo politico pentastellato – ci siamo impegnati a inserire una dicitura in cui ci si impegna a ridiscutere il progetto. Non siamo contro l’Alta velocità e le infrastrutture italiane, perciò abbiamo commissionato una analisi costi-benefici. Un’analisi che ha confermato che c’è un fondamento scientifico: questa opera non è produttiva per il Paese. I soldi degli italiani devono essere spesi per cose utili”. Salvini, invece, la pensa in tutt’altro modo: “Io sono per fare e non per disfare. C’è tempo, il venerdì è lungo, quindi ci sentiamo stanotte per chi vuole avere la mia sensazione sulla sensibilità del presidente del Consiglio, sulla Tav, sul Terzo Valico, sulla Tap, sul metano, sull’eolico e su tutto quello che può interessarvi”. Di Maio, però, ha provato a riequilibrare i rapporti di forza a suo favoro: “Se due persone, io e il premier Conte, sono per una tesi, un altro non può decidere in maniera autonoma”. Ma se Salvini ritira l’appoggio, il governo salta. E lo sa anche Di Maio.

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