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ritiro immediato della patenteLa Polizia Stradale evidenzia alla Commissione Trasporti della Camera che la prima causa di incidenti stradali è l’utilizzo di cellulari alla guida, quindi propone il ritiro della patente per contrastare il pericoloso fenomeno.

Uno degli imperativi della Commissione Trasporti della Camera è cercare di prevenire gli incidenti stradali che causano ogni anno di centinaia di vittime. Per farlo è necessario comprendere quali sono i principali fattori che conducono ad incidenti mortali. Negli scorsi anni si è cercato di limitare il fenomeno dei guidatori ubriachi inasprendo le pene per chi fosse stato trovato in stato di ebrezza. Alla guida in condizioni psicofisiche alterate si è aggiunto negli ultimi anni il pericolo derivante dall’utilizzo di smartphone alla guida.

I nuovi cellulari, infatti, permettono di scrivere messaggi su internet e consultare pagine web e video, tutti elementi di forte distrazione per i guidatori che per guardare i contenuti web distolgono l’attenzione dalla strada e si espongono al rischio di andare ad urtare altri mezzi o di investire qualcuno. In estate sono state condivise delle informazioni statistiche per sensibilizzare gli automobilisti sui rischi di tale pratica, adesso il numero uno della Polizia Stradale propone una soluzione più drastica per contrastare questo pericoloso fenomeno.

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Cellulari alla guida: proposto il ritiro immediato della patente

Ascoltato dalla Commissione Trasporti della Camera, Santo Puccia, primo dirigente della Polizia Stradale, ha infatti evidenziato come i cellulari alla guida siano la prima causa di incidenti in Italia ed ha quindi proposto una modifica della legge per poter contrastare più efficacemente il fenomeno: “Una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione va incontro all’esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo”. Il ritiro ad oggi è l’ultima pena applicata in caso il guidatore si mostri recidivo nell’utilizzo dello smartphone alla guida, ma questa minaccia pare non abbia funzionato nell’educare gli automobilisti al rispetto del codice stradale.