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(Websource / archivio)

Dopo il no della Giunta delle Immunità all’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini montano le proteste tra Pd e Movimento 5 Stelle.

“Io non ho i miei genitori agli arresti domiciliari”. Così il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso ha risposto ai colleghi onorevoli del Partito Democratico in vena di proteste dopo il voto che ha “salvato” il vicepremier e ministro dell’Interno (nonché leader della Lega) Matteo Salvini sul caso Diciotti. I dem hanno rumorosamente protestato, con cori da stadio e cartelli con scritto: “Vergogna” e “La chiamavano onestà”. Il rappresentante pentastellato, dal canto suo, ha fatto loro il gesto delle manette, incrociando i polsi, con evidente riferimento alla vicenda che vede coinvolti i genitori di Matteo Renzi, finiti agli arresti domiciliari.

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Il siparietto tra i dem e il grillino

Il “siparietto” si è consumato all’esterno dall’Aula a Sant’Ivo alla Sapienza, dalla quale il senatore Giarrusso era appena uscito quando ha dovuto fare i conti con una folta schiera di contestatori “istituzionali” intenti in un flash-mob. “Io non ho i miei genitori agli arresti domiciliari”, ha detto Giarrusso. Apriti cielo. I dem hanno risposto con una bordata (verbale) di forza uguale e contraria, se non di più. “Credo che gli sia scappata un po’ di mano la situazione per la pressione: c’erano i senatori del Pd che protestavano, che urlavano contro Giarrusso” ha commentato in serata l’altro vicepremier Luigi Di Maio a Di Martedì su La7. E il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede gli ha fatto eco: “Il gesto del senatore Mario Giarrusso è sicuramente sbagliato, un senatore della Repubblica non deve permettersi di farlo”. Il fronte, intanto, resta caldo…

EDS