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Aids, vaccino italiano fa sperare in un futuro senza farmaci

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:06
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di un futuro senza farmaciI risultati dello studio sugli effetti del vaccino italiano contro l’Aids (Tat) fanno ben sperare: aperta la strada verso un futuro senza farmaci.

Da quando è stato scoperto il virus dell’Hiv, il mondo della medicina ha fatto passi da gigante nella contrapposizione alla sua diffusione cellulare. Se fino agli agli inizi degli anni ’90 contrarre l’Aids era sostanzialmente letale, adesso con la terapia cArt (a base di medicinali antiretrovirali) ci sono 40 milioni di malati di Aids che riescono a sopravvivere e a condurre una vita normale. Tale terapia, però, non elimina del tutto il problema, poiché riesce semplicemente a bloccare la diffusione del virus, portandolo ad uno stato di latenza che s’interrompe una volta che si smette di assumere i farmaci.

Questo significa che i malati di Aids sono costretti ad assumere i medicinali per tutto il resto della loro vita, con annesse tutte le conseguenze sulla salute legate alla tossicità dei farmaci. Proprio per questo motivo i ricercatori lavorano da 20 anni ad un vaccino che riesca a bloccare la diffusione cellulare del virus dell’Hiv senza bisogno di assumere un farmaco a vita. I primi risultati incoraggianti sono stati ottenuti nel 2016 ed ora altri test hanno confermato che il vaccino Tat potrebbe consentire ai malati sotto terapia cART di trascorrere un periodo di stacco dai medicinali senza incorrere nel rischio di diffusione del virus.

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Aids, vaccino italiano fa sperare in un futuro senza farmaci

Una ricerca condotta da otto centri clinici italiani e gestita dalla dottoressa Barbara Ensoli, Direttore del Centro Nazionale per la Ricerca su HIV/AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità, ha mostrato come l’assunzione del vaccino italiano Tat da parte di soggetti sottoposti a terapia antiretrovirale abbia portato all’eliminazione del 90% del virus latente dopo otto anni. Nel commentare questo risultato -pubblicato sulla rivista scientifica ‘Frontiers in Immunology‘ – la direttrice ha spiegato al ‘Corriere’: “Si tratta di risultati che aprono nuove prospettive per una cura ‘funzionale’ dell’Hiv, ossia una terapia in grado di controllare il virus anche dopo la sospensione dei farmaci antiretrovirali. In tal modo, si profilano opportunità preziose per la gestione clinica a lungo termine delle persone con Hiv, riducendo la tossicità associata ai farmaci, migliorando l’aderenza alla terapia e la qualità di vita”. Ma non solo, perché un risultato simile apre le porte alla speranza di trovare un modo per eradicare dall’organismo il virus.

Al momento, però, bisogna procedere per gradi ed il prossimo passo è quello di capire per quanto tempo può essere sospesa la somministrazione di farmaci dopo l’assunzione del vaccino Tat. Per farlo si stanno organizzando dei test su alcuni volontari che sono sotto terapia antiretrovirale ed abbiano già assunto il vaccino. In tal modo si spera di capire se è possibile alternare medicinali e vaccino e soprattutto quanto tempo dovrà intercorrere tra la somministrazione del vaccino e il ritorno alla cura farmacologica.