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Delitto di Cogne, Annamaria Franzoni torna libera: “Ha scontato la pena”

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(Websource / archivio)

Il momento che Annamaria Franzoni tanto attendeva è finalmente arrivato. La mamma del piccolo Samuele ha scontato la sua pena e ora può tornare in libertà.

Finalmente libera. Annamaria Franzoni ha finito di scontare la sua pena a 16 anni (ridotti a meno di 11 grazie a 3 anni di indulto e ai giorni concessi di liberazione anticipata dopo aver partecipato all’opera di rieducazione e reinserimento nella società). Era stata condannata in via definitiva la sera del 21 maggio 2008 per l’omicidio del figlio Samuele, di soli tre anni. La Corte di Cassazione aveva confermato la sentenza della Corte di appello di Torino e per lei si erano subito aperte le porte del carcere di Bologna.

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La conclusione di una lunga vicenda giudiziaria

Qualche settimana fa la donna – che si è sempre proclamata innocente – era stata informata dal Tribunale di sorveglianza di Bologna che la sua pena era ormai espiata, in anticipo rispetto alle previsioni, grazie appunto ai tanti giorni di liberazione anticipata per buona condotta. Già dal giugno 2014 Annamaria Franzoni era in detenzione domiciliare a Ripoli Santa Cristina, sull’Appennino bolognese, e ancor prima aveva ottenuto il beneficio del lavoro esterno in una coop sociale e alcuni permessi per stare a casa con gli altri due figli (il minore nato un anno dopo il delitto).

Un delitto, quello di Cogne (piccolissimo comune della Val d’Aosta), che si è consumato il 30 gennaio 2002 e ha segnato una lunga e controversa pagina della cronaca giudiziaria degli ultimi anni. “E’ finita una storia giudiziaria che la mia cliente ha sempre vissuto nel rispetto delle regole pur professando sempre la propria innocenza – ha dichiarato Paola Savio, legale di Annamaria Franzoni -. Il raggiungimento del fine pena non deve suscitare stupore. Si tratta di un calcolo matematico frutto di aver usufruito dei benefici penitenziari di legge”. “Ora – ha concluso – Anna Maria spera nell’oblio per sé e per la famiglia. E glielo auguro anch’io”.

EDS