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Riccardo Travaglini ha fatto molto parlare di sé negli ultimi giorni. La questione principale è la difesa del CARA di Castelnuovo di Porto, paese di cui è sindaco. Scopriamo chi è e cosa sta facendo durante il suo mandato.

Il decreto sicurezza stilato dal ministro dell’interno Matteo Salvini prevede, tra le varie opere di rinnovo, anche lo sgombero di tutti i CARA (Centri di Accoglienza per i Richiedenti Asilo) per poter spartire le varie masse d’immigrati in centri più piccoli e definiti. È in questo contesto che il sindaco di Castelnuovo di Porto Riccardo Travaglini insorge, cercando di opporsi, conscio dei gravi danni che il decreto potrebbe portare alla vita dei 535 richiedenti asilo abitanti nel CARA del suo paese.

Riccardo Travaglini, chi è: vita e carriera

Riccardo Travaglini, 40 anni, nasce a Castelnuovo di Porto (RM) e matura ben presto un amore profondo per il suo paese. Cresciuto sotto consiglio di suo nonno Ercole, Riccardo cresce con una forte morale e un grande amore per la vita. All’età di trent’anni è già sposato ed è padre di tre figli. Nello stesso periodo comincia a lavorare nel comune di Castelnuovo di Porto, dopo essersi guadagnato una laurea d’architetto alla Sapienza di Roma, e nel 2017 si candida come sindaco del suo stesso paese e vince. Il giovane sindaco cerca, da due anni a questa parte, di migliorare il suo paese e la vita dei suoi abitanti con costanza e dedizione.

Riccardo Travaglini, decreto di sicurezza e l’accoglienza diffusa

“Ci stiamo innanzitutto occupando di coloro che purtroppo hanno la protezione umanitaria con un permesso di soggiorno di due anni ma che sono stati sbattuti fuori, messi proprio per strada.”

Così commenta il sindaco di Castelnuovo del Porto, quando diversi pullman preannunciano l’imminente sgombero del CARA castelnuovese. Dopo un lungo lavoro di rinnovo dei centri d’accoglienza immigrati nel suo paese, Riccardo Travaglini vede il suo faticoso lavoro sfumargli davanti. Centinaia di persone sfollate, tra cui giovanissimi e anziani, e posti di lavoro vanificati. Il CARA castelnuovese era riuscito negli anni ad ottimizzarsi, diventando un esempio d’integrazione e accettazione, pulendo definitivamente il paese dalla macchia di Mafia Capitale.

Il sindaco, dalla indole ferrea, non si dà per vinto e in breve tempo trova una soluzione insieme ai suoi concittadini:

“Si è appena concluso un tavolo con la prefettura in cui abbiamo raggiunto un accordo per cui le famiglie con bimbi che erano al CARA rimarranno nella zona di Castelnuovo di Porto, attraverso l’accoglienza diffusa, per consentire ai bambini di continuare a frequentare la scuola. È la prima volta che succede in Italia. Siamo molto soddisfatti.”

L’accoglienza diffusa è un’iniziativa che permette alle famiglie castelnuovesi (al momento 4) di prestare temporaneamente dimora ad alcuni richiedenti asilo. Secondo il sindaco Travaglini l’iniziativa potrebbe estendersi anche alle regioni confinanti e, in tal modo, limitare l’ondata di sfollati derivata dagli sgomberi.