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Alessandro Di Battista confessa: “Mio padre ha avuto lavoratori in nero”

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Alessandro Di Battista ha deciso di postare un video che è diventato virale sui social “Sì, mio padre ha avuto lavoratori in nero”: ecco perché

Il leader del M5S che per molto tempo aveva deciso di rimanere nell’ombra per lasciare spazio ad altri è tornato in Italia. Il grillino si trovava all’estero quando è stato raggiunto dalle medesime ricerche che prima della sua avevano riguardato anche la famiglia del ministro Luigi Di Maio. Nello specifico, ancora una volta nel mirino è finita l’impresa del papà, che nel caso specifico è stato dimostrato si fosse avvalso di operai non in regola.

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Alessandro Di Battista confessa in una diretta su Facebook: “Sì, mio padre ha avuto lavoratori in nero”

Messo alle strette dalle rivelazioni trapelate sull’impresa di famiglia, l’esponente grillino Alessandro Di Battista, ha voluto confrontarsi direttamente con l’elettorato. Il leader del Movimento, dopo aver saputo che l’inviato delle Iene Filippo Roma qualche giorno prima aveva messo alle strette suo padre riguardo alcune presunte irregolarità, ha dichiarato: “Quando l’ho saputo mi sono molto arrabbiato con mio padre, che non mi aveva detto niente. Ora lo aiuterò a mettere in regola la situazione”. Dopo la confessione e il rammarico mostrato, il pentastellato ha riferito che occorra sì fare domande, ma indagare su tutti, indistintamente. Lo stesso processo mediatico era stato subìto dal collega di partito Luigi Di Maio, dal cui padre il grillino è stato costretto per coerenza a prendere addirittura le distanze. Alessandro Di Battista con la sua confessione mostra uno spirito diverso che, per quanto non giustifichi il gesto, lo ritiene di lieve entità e dettato dalle gravose condizioni in cui l’impresa di famiglia tutt’ora versa. Un errore in buona fede, secondo Di Battista, di cui nessuno si sarebbe reso conto se lui e la sua famiglia non fossero stati sotto a una lente d’ingrandimento: “Le Iene fanno il loro mestiere, non me la sono mai presa con loro, lo sapete. Sono andati dal papà di Di Maio e di Renzi, ora dal mio ed è una cosa giusta. Ora però vadano anche da Berlusconi, a chiedere dei finanziamenti effettuati su Cosa Nostra. Mi sono incazzato, in primis perché è una cosa profondamente sbagliata. Mi sono arrabbiato a morte, perché non si fa e perché a noi fanno le pulci su tutto. Specialmente ora che sto tornando a dare una mano al M5S, e sto portando avanti certi temi come il no alla Tav”.

La confessione di Alessandro Di Battista mostra anche la figura di un padre in difficoltà che sbaglia a causa di una riluttanza facilmente comprensibile: quella di un papà che ha vergogna di chiedere aiuto al figlio. Difficile non immedesimarsi, emotivamente. Difficile dimenticare che le cariche dello Stato rappresentano, in primis, la legalità.

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Marta Colanera