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Nuovo violento (e discutibile) attacco contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Stavolta a scagliarsi contro il leader leghista è una sindacalista della Cgil, Isabella Zani.

La sindacalista Cgil contro Salvini: "Lo voglio morto"
(Websource / archivio)

Che il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini sia protagonista – e da tempo – di accese polemiche per le sue posizioni politiche (e non solo) è cosa ormai arcinota. Ma un ultimo, violento (e sicuramente discutibile) attacco lascia intendere che la situazione sta probabilmente sfuggendo di mano. Su Twitter, infatti, un’esponente del sindacato Cgil si augura letteralmente la morte del leader leghista.

Si tratta di Isabella Zani, fondatrice del sindacato dei traduttori editoriali STRADE (che appunto fa capo alla Slc-Cgil), e a sua volta traduttrice editoriale per vari editori nazionali. La sindacalista lascia intendere fin troppo chiaramente qual è la sua speranza sul futuro del capo della Lega: “Non voglio che si dimetta. Non voglio che perda l’incarico. Non voglio che finisca in galera. IO LO VOGLIO MORTO”. Con il maiuscolo, a scanso di equivoci, che ben descrive lo stato d’animo della Zani.

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La risposta del ministro Matteo Salvini

La risposta di Matteo Salvini non si è fatta attendere. “La ‘signora’ Zani, fondatrice del sindacato traduttori editoriali nella Cgil, scrive che mi vuole ‘MORTO’. Chiamate un medico per questa tizia! E poi il cattivo sarei io…”, replica il ministro, scherzando (ma non troppo) su Facebook, con un post che rilancia il tweet della sindacalista. Post che ha ottenuto nel giro di pochi minuti decine di migliaia di like, commenti e condivisioni, suscitando anche reazioni di solidarietà nei confronti di Salvini da parte di altri esponenti politici.

“Ben conoscendo le fake news che girano in rete utilizzo il condizionale –
afferma per esempio il senatore Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato – ma se davvero appartiene alla signora Isabella Zani il messaggio su Twitter in cui augura la morte a Matteo Salvini allora chiedo alla Polizia Postale di intervenire per verificare se ci siano gli estremi di un reato penale e al neo segretario della Cgil, Maurizio Landini, di espellere subito dal suo sindacato questa signora che risulta essere una loro scritta”.

Il post sarebbe stato pubblicato il 24 gennaio scorso, come si vede nell’immagine, ma essendo l’account della Zani privato, non è possibile verificare se compaia ancora sul suo profilo oppure no. Resta adesso da capire se Salvini lascerà cadere la cosa o, come già in altri casi analoghi in passato, procederà con una querela nei confronti della sindacalista.