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Il piccolo Julen è stato rinvenuto morto in fondo al pozzo di Totalan dopo 13 giorni, parla il padre: dall’incidente al dramma del ritrovamento.

(screenshot video)

José Rosellò, papà del piccolo Julen, il bimbo di due anni trovato morto dopo 13 giorni in fondo a un pozzo, nei pressi di Malaga, è un uomo distrutto e che non si dà pace. Già nella giornata di ieri, l’uomo ha avuto un malore. Oggi, nelle ore successive al ritrovamento del corpicino del bambino, ci si interroga sulle cause: che ci faceva vicino a quel pozzo Julen e come ha fatto a cadere?

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Le parole del padre di Julen, lo strazio e il conforto di parenti e amici

Proprio papà José, che insieme alla moglie aveva già perso un figlio, morto d’infarto, prova a rispondere ad alcune di queste domande. L’uomo ha raccontato di aver provato a salvare il figlio, mentre questi precipitava nel vuoto: “Ho infilato il braccio fino alla spalla, appoggiando la testa per terra per raggiungerlo… Pensavo fosse più vicino. Ho sentito il pianto di mio figlio”. I due genitori sono straziati anche per i sensi di colpa rispetto a quanto accaduto: “Stavo facendo la legna e mia moglie ha risposto al telefono per avvisare che non sarebbe andata al lavoro (un fast food di Malaga). Lei era con Julen e mi aveva chiesta di guardarlo mentre lei chiamava”.

In queste ultime ore, José Roselló e Victoria García hanno ricevuto sostegno da familiari, amici e vicini di casa dopo la tragica notizia. Poco fa, i genitori sono andati all’obitorio nel quartiere El Palo della città di Malaga, dove vivono e dove hanno ricevuto il sostegno di altri parenti del bambino, così come la visita di amici e vicini che hanno dato loro le loro condoglianze in questo momento molto difficile. Sono stati momenti straziati per questa famiglia, che deve fare i conti con un nuovo lutto, ancora più terribile della perdita dell’altro figlio.