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Julen, il bambino nel pozzo, soccorritori a un passo: “Presto sapremo se è vivo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:42
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Ore di vibrante attesa per la sorte di Julen, il bambino nel pozzo, soccorritori a un passo: “Presto sapremo se è vivo”.

I soccorsi per salvare Julen

C’è grande attesa, non solo in Spagna, per la sorte del piccolo Julen, il bambino di 2 anni caduto in un pozzo a Totalán (Málaga) ormai dodici giorni fa. I minatori, da quanto si apprende, sono ormai a poco più di un metro dal piccolo. Grande è soprattutto l’attesa dei genitori del bimbo, che nel Paese iberico sono ormai un simbolo di resistenza. In tutto il mondo, si prega sperando nel miracolo.
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Meno di un metro per raggiungere il pozzo: ansia per la sorte di Julen

Circa 26 persone stanno ancora lavorando sul sito del pozzo, tra minatori, vigili del fuoco, Guardia Civil e altre squadre di soccorso. Da quel che si apprende, l’elicottero che ha ora raggiunto l’area del pozzo di Totalán è lo stesso che ha fornito esplosivi in precedenza, quindi non è da escludere che si tenterà una quarta detonazione per arrivare al piccolo. L’altro elicottero presente è il 112 con assistenza medica. Dalle notizie che emergono, i minatori sono ad un passo dal raggiungere il luogo in cui presumibilmente è piccolo. Nel pomeriggio dovremmo conoscere importanti sviluppi nel caso.

Il lavoro al momento è di praticare un foro di circa 15 centimetri nella galleria per poter introdurre la telecamera e controllare se Julen. In pochi minuti, potremmo avere novità importanti, dunque. Intanto, sono passate 24 ore da quando è iniziata l’ultima fase del recupero portata avanti dalla squadra di minatori esperti. Il coordinatore logistico operativo, Juan Arrabal, ha spiegato poco fa lo stato delle cose: “I minatori non hanno smesso di lavorare da ieri, e dobbiamo capire le scadenze. Non vediamo l’ora di raggiungere Julen. Con la terza microesplosione abbiamo avanzato molto”. Il salvataggio di Julen è stato coperto e seguito da tutti i media in Spagna, ma anche nel resto del mondo. Attraverso i social network, molte persone di altri paesi hanno già inviato i loro messaggi di supporto ai soccorritori.