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I genitori di Julen hanno vissuto questi dodici giorni di attesa isolata in una casa di Totalán e circondati dai loro parenti più stretti.

julen soccorritori
(Twitter)

Sono momenti di attesa per i genitori del piccolo Julen, il bambino di 2 anni caduto in un pozzo a Totalán (Málaga) ormai dodici giorni fa. I minatori, a quanto si apprende, sono ormai a poco più di un metro dal piccolo e l’ultima fase del recupero, iniziata due giorni fa, è ormai all’atto conclusivo. Non solo in Spagna, ma in tutto il mondo, si prega sperando nel miracolo.

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Le speranze dei genitori di Julen, il lavoro dei soccorritori

Le speranze che Julen sia vivo sono minime, sebbene i medici non danno per scontato che il piccolo non sia sopravvissuto. Al momento, i minatori avanzano utilizzando anche piccole cariche esplosive e non sembrano purtroppo esserci segnali di vita. Il Paese intero è vicino ai genitori, considerati “un autentico esempio di resistenza”. Infatti, José e Vicky, i genitori di Julen, non si sono separati in nessun momento. Sono supportati da due psicologi che li accompagnano 24 ore al giorno e li aiutano ad affrontare il dolore. Vivono questi giorni isolati in questa casa, circondati dai loro parenti più stretti. Con loro si sfogano, si riempiono di energia per continuare. Hanno dovuto anche subire l’onta di un’ignobile bufala.

Dopo oltre 20 ore di scavo a mano, i minatori specializzati sono riusciti a ritagliarsi più di 2,5 metri del tunnel di 3,8 metri necessari per raggiungere Julen. Stime iniziali hanno suggerito che i lavori al tunnel sarebbero stati completati entro stasera. Sono dunque i momenti decisivi poi si saprà se è riuscito il miracolo di trovare vivo il bambino dopo 12 giorni.

Il timelapse delle operazioni di salvataggio –>