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Julen, ancora problemi e ritardi: la roccia non si rompe, ma mancano centimetri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:44
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Proseguono le operazioni di salvataggio del piccolo Julen: i minatori hanno nuovamente dovuto nuovamente fermarsi dopo aver incontrato blocchi di quarzite.

Continuano le operazioni di salvataggio del piccolo Julen, il bimbo precipitato nel pozzo a Totàlan (Malaga) lo scorso 13 gennaio. Sono circa 12 giorni che i soccorritori lavorano incessantemente per trovare un modo di raggiungere il bambino di due anni intrappolato nella cavità: i lavori sono andati a rilento a causa della conformazione del terreno, composto pietre molto dure da frazionare.

In questi 12 giorni sono stati vari gli inconvenienti che hanno ritardato le operazioni di soccorso, tra questi l’impossibilità di proseguire un tunnel orizzontale e l’errore di calcolo della larghezza del tunnel parallelo (il tubi in metallo da inserire per evitare il crollo del terreno erano troppo larghi). Da ieri mattina il tunnel verticale è ultimato e , sebbene fossero state stimate 24 ore di scavi, a quasi 40 ore dall’inizio degli scavi ancora non si è giunti alla conclusione di questa interminabile operazione di soccorso.

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Salvataggio piccolo Julen: gli ultimi aggiornamenti

Secondo quanto appreso da ‘La Vanguardia‘, giornale spagnolo che sta seguendo la vicende del piccolo in diretta, intorno alle 19:00 i minatori si sono trovati di fronte ad un ammasso di rocce di quarzite impossibili da picconare con rapidità. Intanto si apprende che il “Consejo Audiovisual de Andalucía analizzerà il comportamento dei media televisivi e cartacei locali, autonomi e nazionali, privati e pubblici, sull’incidente e il salvataggio del piccolo Julen per capire se c’è stata una violazione dei diritti fondamentali della famiglia”.

Alle 19:25 i minatori si trovavano all’incirca ad 85 centimetri di distanza dal pozzo e c’erano buone speranze che il salvataggio potesse essere compiuto entro breve. Solo 20 minuti più tardi si sono trovati di fronte ad un’altra parete di roccia dura che richiede l’intervento degli artificieri con le cariche esplosive. Si tratta di un’operazione delicata visto che ormai ci si trova molto vicini alla posizione del piccolo. Possibile che vengano create due piccole aperture dai minatori in cui inserire le cariche esplosive.