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Riscatto della laurea “scontato”, cos’è e come funziona

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:51
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riscatto della laureaIl nuovo decreto amministrativo ha presentato innumerevoli agevolazioni fiscali: ha fatto particolarmente parlare di sé il riscatto della laurea scontato, vediamo di cosa si tratta.

L’agevolazione fiscale è inserita nel capitolo Pace contributiva della nuova legge di bilancio. La pratica riguarda solamente gli under 45 lavoranti dal 1996. Ai fini di aumentare gli anni di anzianità pensionistica per il regime contributivo, il governo ha deciso di ridurre il costo del riscatto della laurea. L’agevolazione è destinata ai cittadini di età inferiore ai 45 anni (quindi i nati dopo il 1974) che frequentavano l’università ancora nel 1995. Il privilegio è valido solo per i periodi coperti dal regime contributivo e quindi dal 1996: non è possibile accatastare periodi in cui si hanno già contributi lavorativi, ciò andrà a ridurre considerevolmente il numero di beneficiari.

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Riscatto della laurea flessibile, quali sono le agevolazioni?

Il limite dell’età serve a rendere matematicamente impossibile l’utilizzo del riscatto per poi subentrare a quota 100. Il limite riscattabile è di 5 anni, tra diploma triennale, specializzazione, dottorato, ecc., escludendo ovviamente gli anni passati fuoricorso.

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La fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha calcolato di 5.241,30 euro il costo annuo da investire per ogni singolo anno di studio: il costo quindi varia tra i 15mila euro per una triennale e 25mila euro per la quinquennale (o magistrale). Con le nuove agevolazioni, e le varie possibilità di detrarre fino alla metà delle tasse, lo sconto può arrivare al 60 percento.

La riduzione non ha alcun rilievo per i giovani laureandi mentre conviene ai vecchi laureati che adesso guadagnano cifre ben maggiori. Se prendiamo in considerazione un lavoratore con il regime contributivo, il riscatto della laurea sarebbe costato 9.900 euro l’anno con reddito di 30mila euro, 14.850 euro con un reddito da 45mila, 19.800 euro con un reddito di 60mila euro. Il guadagno dell’ex laureando dunque cresce all’aumentare del reddito: un lavoratore con un guadagno di 40mila euro annui avrebbe versato 13.200 euro annui, in tutto 70mila euro. Ora pagherebbe circa la metà.

Sul sito dell’Inps è possibile calcolare il prezzo attraverso una pratica simulazione online.