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(Websource / archivio)

Il cedolino di gennaio 2019 è arrivato puntuale come un orologio svizzero. Peccato che all’interno non ci fossero gli adeguamenti contrattuali. Il dettaglio non è passato inosservata né ai diretti interessati – supplenti e personale di ruolo – né ai sindacati. La FLC CGIL è prontamente intervenuta presso l’Ufficio di Gabinetto del MIUR per protestare contro il mancato pagamento dell’elemento perequativo del mese di gennaio 2019, promesso dalla legge di bilancio approvata alla fine dello scorso dicembre.

Naturalmente non è la prima volta che lo stipendio al personale della scuola arriva con una nota dolente. In questo caso non si tratta di uno dei tanti ritardi nell’emissione dei bonifici, bensì di un ammanco compreso tra 15 e 20 euro nel cedolino. Somma che corrisponde alla quota riservata appunto all’”elemento perequativo”, stanziata durante il governo a guida Pd fino al 31 dicembre 2018 e che l’esecutivo M5S-Lega ha rifinanziato fino al rinnovo contrattuale. Fonti ben informate dicono che verrà accreditata nuovamente con lo stipendio del prossimo febbraio, insieme con gli arretrati di gennaio.

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La risposta del ministero

Ricordiamo che l'”elemento perequativo” è una misura volta a ridurre la forbice retributiva, dovuta agli incrementi contrattuali, tra i livelli più bassi e quelli apicali. In occasione dell’ultimo rinnovo contrattuale, il governo Gentiloni era riuscito a reperire coperture fino al 31 dicembre 2018 e, come detto, l’attuale esecutivo ha confermato l’impegno di spesa nell’ultima legge di bilancio.

L’amministrazione è stata dunque sollecitata a una maggiore puntualità e a garantire il regolare pagamento degli emolumenti ai lavoratori della scuola. L’Ufficio di Gabinetto, dal canto suo, ha assicurato che tale ritardo, dovuto al poco tempo a disposizione per l’adeguamento del sistema dopo l’approvazione della legge di bilancio, sarà recuperato con il cedolino del mese di febbraio. Ai dipendenti non resta che aspettare ancora qualche settimana.

EDS