Home News Pensioni Quota 100 Ultimi aggiornamenti: approvato il decreto, ecco i dettagli

Pensioni Quota 100 Ultimi aggiornamenti: approvato il decreto, ecco i dettagli

CONDIVIDI

Pensioni Quota 100Pensioni Quota 100 Ultimi aggiornamenti: approvato il decreto ieri in serata, vediamo tutti i dettagli emersi dal testo definitivo. 

Per Quota 100 sono stati stanziati 3,9 miliardi e  la Ragioneria generale dello Stato ha chiesto e ottenuto che venisse attivato un meccanismo di controllo che imponga l’intervento del governo qualora le uscite superino la cifra prevista. In tal senso per monitorare costantemente la situazione l’Inps deve comunicare ogni due mesi i dati sulle domande di pensione con «quota 100» accettate ai ministeri del Lavoro e dell’Economia.

Pensioni Quota 100, tutte le misure del decreto

Secondo le stime del governo le persone che chiederanno Quota 100 saranno 290mila quest’anno, per un totale di circa 1 milione di lavoratori nei prossimi tre anni. Come si legge nel testo e come già si sapeva da tempo la misura è adottata «in via sperimentale, per il triennio 2019-2021» poi si vedrà se i conti tornano e se tutto il sistema pensionistico regge la misura. In questo tre anni chi ha almeno 62 anni d’età e 38 di contributi può scegliere liberamente di aderire a quota 100 andando in pensione anticipatamente. Chi lavora nel settore privato e ha raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2018 riceverà la pensione con decorrenza dal primo aprile 2019. Chi li raggiunge dal primo gennaio 2019 deve aspettare tre mesi, sei se si tratta di un dipendente del settore pubblico.

Viene confermato per chi aderisce a  Quota 100  il divieto di cumulare l’assegno con redditi da lavoro superiori a 5 mila euro l’anno almeno fino al compimento dei 67 anni.

Dei precedenti decreti rimangono l’opzione donna e l’Ape Social.

Leggi anche -> Pensioni Quota 100, quanto costa uscire prima dal lavoro

Quota 100, riunione fiume al ministero per definire il decreto legge

Con Quota 100, infatti, chi avrà maturato 38 anni di contributi e avrà 62 anni d’età potrà scegliere di andare in pensione anticipatamente. Nella sede del ministero, ieri, c’erano i sottosegretari Laura Castelli (M5S), Massimo Garavaglia (Lega) e Claudio Durigon (Lega, sottosegretario al Lavoro). Con loro anche il segretario dello Stato, Daniele Franco. Il decreto legge è stato limato, anche se potrebbe non essere ancora stato ‘confezionato’. Per Durigon, i testi saranno pronti questa mattina. Previsto anche un vertice politico a Palazzo Chigi a cui parteciperanno i due vicepremier, Di Maio e Salvini. Ma ci sarebbe ancora qualcosa da mettere a posto per Quota 100.

Leggi anche -> Manovra 2019: reddito di cittadinanza, quota 100, flat tax, tutti i dettagli

Quota 100, i conti non tornano

Su Quota 100, a differenza del reddito di cittadinanza, non ci saranno clausole di salvaguardia. Quindi, una volta che il decreto sarà convertito in legge, chi avrà diritto alla pensione dovrà obbligatoriamente beneficiare dell’importo stabilito. Secondo le stime, sarebbero in 355 mila le pensioni in più che scatteranno quest’anno: 290mila tra quelli che sfrutteranno Quota 100, 32mila per la proroga di ‘opzione donna’, 15mila ‘precoci’, 12mila per il blocco dello scatto di 5 mesi sulle pensioni di anzianità e 6 mila per la proroga dell’Ape sociale. Una platea per la quale, ad occhio e croce, servirebbero fondi per 4,7 miliardi. Ad oggi mancherebbero alcune coperture ed è anche per questo, forse, che dalla Lega starebbero spingendo per ‘scucire’ qualcosa al reddito di cittadinanza e dirottare i fondi su altre voci.

Pensioni Quota 100, quanto costa uscire prima dal lavoro?

Per capire in cosa consiste la differenza tra una pensione regolare ed una con quota 100 consideriamo il caso di un lavoratore che percepisce mensilmente 2000 euro netti. Se questo va in pensione con Quota 100 (62 anni) riceverà un assegno pensionistico pari a 1.244 euro per 21 anni, ovvero 344.137 euro. Se al contrario decidesse di andare in pensione secondo le regole della legge Fornero a 67 anni, il lavoratore percepirebbe per altri 5 anni 2.000 euro al mese (138.000 euro) e successivamente un assegno pensionistico di 1.761 euro per 17 anni (390.000 euro) per una ricchezza complessiva di 529.000 euro. La differenza, dunque, è di quasi 200.000 euro e, a causa del divieto di cumulo per 5 anni, non può essere integrata se non con lavori a prestazione occasionale per un totale di 5 mila euro all’anno (che comporterebbero una quota aggiuntiva totale di 25 mila euro).

Pensioni Quota 100, ecco tutti i dettagli della misura

L’articolo 14 del decreto specifica che la nuova norma viene introdotta «in via sperimentale, per il triennio 2019-2021» confermando dunque che si tratta di una misura, almeno per il momento, transitoria e non definitiva. Si tratta di un’iniziativa che riguarderà circa 315mila lavoratori che avranno la possibilità di andare in pensione anticipata raggiungendo un’età di almeno 62 anni con 38 anni di contributi. Come più volte sottolineato aderire o meno alla Quota 100 è assolutamente una scelta volontaria anche perché il lavoratore che sceglie di andare in pensione prima prenderà un assegno ribassato rispetto a quello che avrebbe preso andando in pensione all’età prevista in precedenza. Inoltre dovrà rispettare la norma secondo la quale non è permesso cumulare l’assegno della pensione con redditi da lavoro superiori a 5 mila euro l’anno, almeno fino al raggiungimento dei 67 anni d’età.

Per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 il primo assegno di pensione anticipata arriverà ad Aprile. Per chi matura i requisiti dopo il primo gennaio 2019 il primo assegno sarà tre mesi dopo.

Il decreto reintroduce anche l’«opzione donna» e l’Ape sociale. Le donne lavoratrici dipendenti dunque potranno andare in pensione con l’assegno calcolato col contributivo se sono nate entro il 1959 e le lavoratrici autonome se sono nate entro il 1958 purché abbiano 35 anni di contributi.

E’ possibile andare in pensione anche a 59 anni, ma ci devono essere delle condizioni particolari. Innanzitutto bisogna avere 35 anni di contributi e poi devono sussistere accordi bilaterali tra imprese e sindacati per l’assunzione di giovani lavoratori al posto di quelli che vanno in pensione.

Leggi le nostre notizie su viaggi, cronaca, attualità e curiosità anche su Google News