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Masterchef, la sfida di Giorgio Locatelli ai concorrenti: “Niente umiliazioni”

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Locatelli
(Websource/Archivio)


Masterchef, la sfida di Giorgio Locatelli ai concorrenti: “Niente umiliazioni”.
Sostituendo Antonia Klugmann, quest’anno Giorgio Locatelli torna in Italia, dopo l’esperienza professionale a Londra, e diventa il nuovo giudice di Masterchef. “Niente umiliazioni”, con questo intento mostrerà grande rispetto ai concorrenti per il loro lavoro. Tecnica e qualità di un piatto saranno gli elementi fondamentali nelle sue valutazioni.

Il giudice Giorgio Locatelli rivela i criteri con cui valuterà i piatti dei concorrenti di Masterchef e il rispetto che avrà per il loro lavoro

Entrato a far parte della triade dei giudici del programma Masterchef, andando a sostituire Antonia KlugmannGiorgio Locatelli si rende riconoscibile al grande pubblico per colui che ha importato la nostra cucina italiana nel Regno Unito e precisamente a Londra, dove nel 2002 ha aperto la sua Locanda Locatelli. Il ristorante si è contraddistinto fin da subito, ottenendo il riconoscimento stellato Michelin dopo solamente un anno dalla sua apertura. Quest’anno, dopo trent’anni di esperienza all’estero, lavorando a Londra, Parigi e tornando ancora nella capitale britannica, Locatelli sarà nuovamente in Italia e dovrà mettere il proprio talento al servizio dei concorrenti del programma che tenteranno, attraverso le più agguerrite sfide culinarie, di aggiudicarsi il titolo di vincitore. Giorgio Locatelli non è alla prima esperienza televisiva, proprio in Inghilterra ha partecipato infatti, anche come autore, ad una trasmissione documentaristica proprio sull’Italia, mandata in onda dalla Bbc. Ma è lui stesso a considerare questa esperienza una nuova sfida che ha voluto intraprendere all’età di 55 anni. Sicuramente inoltre, come ha affermato in una intervista su Repubblica.it, quello che ritiene che il pubblico italiano potrebbe apprezzare in lui sarà il rispetto che lo chef nutre nei confronti del lavoro altrui. Locatelli ha inoltre ricordato il durissimo ambiente nel quale si è trovato a lavorare nelle cucine parigine e di quanto spesso si sia ritrovato a pensare che mai avrebbe tenuto quel tipo di atteggiamento con un collaboratore, perché controproducente. Per ciò che riguarda le ricette invece Locatelli ha dichiarato che ad essere elementi di valutazione fondamentali saranno per lui la realizzazione tecnica e qualitativa di un piatto più che un gusto soggettivo. Il requisito fondamentale per i nuovi chef, in una competizione ma anche in un mondo così difficile come quello della ristorazione, sarà per lui quello motivazionale. Secondo lo chef inoltre, i programmi di cucina hanno certamente influito, almeno in Gran Bretannia, sulla percezione che di questo settore hanno le persone. Inoltre, si legge sempre su Repubblica.it quanto per Locatelli siano: “importanti i concetti che passano attraverso la trasmissione. Ad esempio, meno carne e di maggior qualità. No allo spreco. Meno uso di plastica”. E sulla cucina italiana dichiara: “Adesso finalmente sta diventando internazionale e la frammentazione [regionale ndr.] che prima era un impedimento sta diventando il suo punto di forza, perché la gente ne vede tutta la ricchezza, le sfumature”.
BC

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