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Enrico Mentana lettera minacce
(screenshot video)

Il direttore del tg di La7 Enrico Mentana ha ricevuto una lettera di minacce e l’ha pubblicata sui suoi profili social. 

Sta facendo il giro del web la lettera di minacce fatta recapitare ad Enrico Mentana. Il direttore del Tg di La7 e del neonato giornale online ‘Open’ è stato oggetto di insulti, insieme a molti altri colleghi che lavorano per l’emittente di Urbano Cairo. Un’altra pagina vergognosa che fa il paio con l’aggressione di stampo neofascista perpetrata ai danni di un giornalista e di un cameramen de L’Espresso, solo qualche giorno fa. Allo storico giornalista televisivo, protagonista delle celebri ‘maratone’ in occasioni di svariate elezioni, sono arrivati numerosissimi attestati di solidarietà. Dai suoi colleghi, dal mondo della politica e soprattutto dalle migliaia di followers.

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Mentana, la lettera di minacce al direttore del Tg di La7

E’ stato Enrico Mentana in persona a pubblicare la lettera di minacce che ha ricevuto. Un singolo foglio indirizzato non solo al direttore del Tg La7, ma a gran parte della redazione giornalistica del canale televisivo. Nella lettera, firmata con lo slogan “Boia chi molla” e con un’eloquente svastica, si punta il dito contro il presunto atteggiamento ostile di La7 nei confronti del governo populista: “Caro Mentana, la tua enfasi contro chi è stato eletto dal popolo è vomitevole”. Poi i riferimenti a “Giannini, Floris, Formigli, Damilano”, oltre che offese sessiste alle donne di punta, Lili Gruber e Francesca Fanuele. “Siete degli sfascisti che sperano che si affondi. Presto vi puniremo, sappiamo tutto di voi, punirvi è un dovere”.

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Appoggio esterno

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Mentana, la solidarietà della politica dopo le minacce

Non sono mancate le reazioni della politica. “Le intimidazioni rivolte al direttore Mentana sono un atto vile e inqualificabile – dice il premier Giuseppe Conte, in una nota – le minacce a chi esercita la professione di giornalista sono inaccettabili in sé ma anche perché costituiscono un grave attentato alla libertà di stampa”. E poi ancora Mara Carfagna di Forza Italia (“Le minacce non piegheranno la libera stampa”) ed Emanuele Fiano del Partito democratico (“È intollerabile che continui a crescere questo clima di odio verso professionisti liberi e indipendenti. Non facciamo finta di niente per favore. C’è un aumento grave di odio e minacce”).

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