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Protesta contro il presepe antiabortistaDurante la notte il portone della chiesa di San Rocco a Rovereto è stato incendiato come atto di protesta al presepe antiabortista esposto durante le festività.

Verso le 5 del mattino di giorno 10 gennaio ignoti hanno lanciato contro il portone della piccola chiesa di San Rocco a Rovereto una bottiglia incendiaria contro il portone. L’attacco è una forma di protesta violenta contro il presepe antiabortista che il parroco don Graziola ha esposto in questi giorni. Ad indirizzare verso quella motivazione è la scritta lasciata sul muro dagli stessi vandali che recita: “I veri martiri sono in mare”. Per fortuna l’attacco incendiario non ha colpito l’interno della chiesa, lasciando intatta la struttura, i Carabinieri che indagano sulla vicenda pensano che possano essere stati membri di un gruppo anarchico.

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Incendiato il portone della chiesa, don Graziola: “Li perdonerei se si pentissero”

Il presepe della discordia aveva già suscitato delle polemiche nella collettività con i gruppi femministi che non avevano apprezzato la campagna contro l’aborto. Nel presepe infatti accanto alla natività erano presenti alcuni feti di 10 settimane, accanto ad uno di questi era presente Erode che cercava di pugnalarne uno. Per evitare polemiche il parroco aveva anche aggiunto dei pannelli in cui spiegava che l’esposizione non era rivolta alle donne che abortiscono, ma a quelle persone (i novelli Erode) che le hanno convinte che abortire non è sbagliato.

L’atto vandalico di ieri era probabilmente un tentativo di intimidire il parroco e costringerlo a togliere il presepe. Don Graziola, però, non ha intenzione di farsi intimidire e già ieri ha esposto nuovamente il presepe che rimarrà davanti alla Chiesa sino a giorno 2 febbraio, per la Giornata della vita. Al contempo, intervistato dal ‘Corriere’, il parroco invita i vandali a pentirsi: “I vandali? Li perdonerei se si pentissero”.

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