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Pensioni, Quota 100Da oltre sei mesi il governo Lega-M5S propone l’intento di modificare la legge sulle pensioni con l’introduzione di Quota 100. La riforma non è stata ancora approvata ed ora c’è il rischio ingorgo.

L’introduzione di Quota 100 era uno dei capi saldi di questo governo, una riforma della Legge Fornero che permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione anticipatamente con il raggiungimento di determinati requisiti (62 anni di età e 38 di contributi). La riforma, però, ha subito diversi ritardi a causa della bocciatura della manovra da parte dell’Unione Europea, ma anche adesso che si è trovato un accordo Quota 100 è rimasta in stand by: il consiglio dei ministri non l’ha ancora approvata.

Questo ulteriore ritardo ha causato non pochi problemi all’applicazione della riforma stessa. In primo luogo a partire dall’1 gennaio è aumentata la soglia di anzianità per andare in pensione, passata dai 66 anni e 7 mesi ai 67 anni. Un aumento dell’età pensionabile che il governo voleva bloccare, ma che per il momento è entrato in vigore e costringe l’esecutivo a modificare ulteriormente la riforma per ristabilire la soglia precedente. Lo stesso è accaduto con l’opzione donna e l’ape social, due opzioni che permettevano a delle categorie specifiche di lavoratori di andare in pensione anticipatamente che il governo voleva rinnovare e che sono scadute il 31 dicembre. Anche in questo caso, dunque, bisognerebbe reintrodurle nella versione definitiva della riforma.

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Pensioni, Quota 100: il ritardo sulla riforma espone al rischio ingorgo

Se le due opzioni entrerebbero in vigore non appena approvata la riforma, causando un ritardo di soli 6 mesi nell’accettazione di domande di pre pensionamento legate ad esse, più articolata potrebbe essere l’applicazione della quota 100 per i circa 200 mila lavoratori aventi diritto che volessero accedervi già da aprile. Sebbene anche in questo caso i cambiamenti entrerebbero in vigore dopo la pubblicazione della riforma sulla Gazzetta Ufficiale, la macchina burocratica verrebbe messa in funzione solo dopo l’arrivo delle circolari dell’Inps inerenti all’applicazione di tali norme. Il rischio è che le domande si possano sommare e che i primi assegni vengano corrisposti con qualche mese di ritardo (problematica già verificatasi negli scorsi anni con regole e tempistiche già stabilite). Insomma, appare chiaro che il governo debba dare un’accelerata su Quota 100 per evitare che ci siano eccessivi disagi per i lavoratori che decidono di andare in pensione anticipatamente.

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