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(Websource / archivio)

Le frequenti scosse di terremoto registrate nella zona del Vesuvio tra gli ultimi giorni di novembre e questo inizio di dicembre continuano a destare preoccupazione. 

Non si arresta lo sciame sismico che dallo scorso 28 novembre sta interessando l’area del Vesuvio. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha rilevato altre nuove scosse nel corso della giornata odierna. Il fenomeno più importante è stato registrato alle ore 16:27, con una magnitudo pari a  1.5 e una profondità di 0,10 Km. Solo negli ultimi due giorni sono state ben 12 le scosse segnalate, alcune delle quali chiaramente percepite dalla popolazione, che in taluni casi è scesa in strada. Si tratta di terremoti molto superficiali con ipocentro collocato a poca profondità, per cui anche scosse di magnitudo bassa possono suscitare apprensione.

Il vero rischio posto del Vesuvio

Tra la gente del posto si respira dunque un clima di ansia e paura, nonostante le parole rassicuranti della direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, dott.ssa Francesca Bianco, la quale ha chiarito che non è il caso di alimentare allarmismi in quanto “i terremoti che si stanno verificando al Vesuvio in questi giorni rientrano nella normale attività sismica del vulcano nel suo attuale stato dinamico che si configura in un livello di allerta: base”. “Brevi periodi di maggiore sismicità sono avvenuti altre volte negli ultimi anni – ha ricordato l’esperta – e pertanto non costituiscono una situazione anomala”. Infine, “dai dati di tutte le reti di monitoraggio non si evidenza alcun cambiamento dello stato di attività del Vesuvio, come si può verificare dalla lettura dei bollettini mensili”.

Al netto degli inutili allarmismi sui social, che stanno creando panico tra la popolazione dell’area vesuviana, complici anche i ritardi sul fronte dei piani di evacuazione, quanto sta accadendo non deve destare eccessiva preoccupazione. E’ il caso comunque di ricordare che il Vesuvio è uno fra i vulcani più sorvegliati al mondo proprio per la sua estrema pericolosità che incombe su qualcosa come due milioni di persone. Resta pur sempre un vulcano attivo che non ha più avuto eruzioni dal 1944, e che in futuro, anche se non si sa quando, erutterà nuovamente.

EDS

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