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Italia fuori dall’euro: cosa avviene in caso di Italexit

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Italexit
(Facebook)

Italia fuori dall’euro, un’ipotesi che convince molti italiani: ma cosa avviene in caso di Italexit e quali sarebbero i rischi e i vantaggi.

Uscire dall’Europa in tempo prima che la barca affondi: questa la scelta di otto italiani su dieci, in base ai primi dati di un sondaggio pubblicato su Facebook dal portale Leggilo.org. Ma conviene davvero uscire dall’Europa? O meglio, quali sono i vantaggi di allontanarsi dall’euro per riprendersi la lira come moneta nazionale? Alcuni analisti, da tempo, parlano di un risparmio di 8 miliardi, che però avrebbe riscontro nell’immediato, per poi ridursi col tempo.

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Rischi e vantaggi di un probabile Italexit

Gli stessi calcoli, infatti, testimoniano come se questa operazione l’avessimo fatta nel 2013 avremmo avuto un vantaggio finanziario di 285 miliardi. Sempre rispetto a questo dato, quando sembra sfumare l’ipotesi di un polo sovranista, la tentazione di ritornare alla moneta nazionale si fa sempre più grande anche e soprattutto visto quanto accaduto con la bocciatura della manovra economica proposta dal governo Lega-M5S, da parte dei vertici dell’Unione Europea. Il ritorno alla sovranità monetaria potrebbe comportare rischi sociali e politici che vengono sottovalutati, scrivono coloro che difendono a spada tratta il modello economico vigente.

I risvolti, sottolineano, si avrebbero anche nella vita di tutti i giorni: se andasse in porto il cosiddetto Italexit, spiega uno studio dell’agenzia di rating Cerved, un negozio su quattro sarebbe destinato a chiudere. Sul fronte opposto c’è una lettera inviata al portale Affaritaliani.it da Andrea Pasini, giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio, che chiama in causa “uno dei premio Nobel piu autorevoli dell’Economia Joseph Stiglitz”. Scrive l’imprenditore lombardo: “In assenza di riforme significative, i benefici per l’Italia di lasciare l’euro sono chiari, lineari e considerevoli. Un cambio più basso consentirebbe all’Italia di esportare di più. I consumatori sostituirebbero le merci importate con quelle italiane. I turisti troverebbero il nostro Paese una destinazione ancora più attraente di quanto non lo sia oggi, tutto ciò stimolerà la domanda e aumenterà le entrate del governo, e in questo modo la crescita aumenterebbe e l’alto tasso di disoccupazione in Italia che è all’11,2%, con il 33,1% di quella giovanile diminuirebbe decisamente e concretamente”.

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