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Salvini Nazisti Rossi
(Facebook)

Matteo Salvini e i “nazisti rossi”: chi sono e cosa vogliono. 

Matteo Salvini ieri è stato l’oggetto principale delle proteste degli studenti in varie città italiane in quello che era una sorta di “No Salvini day”. Nel commentare quello che è accaduto Salvini ha coniato un nuovo termine che sicuramente non mancherà di far discutere. Il Ministro dell’Interno infatti parla di “nazisti rossi”. Ecco alcuni dei commenti del leader della Lega in merito a quello che è accaduto in piazza ieri: “Bruciare bandiere, immagini, simboli, libri… Non è bello. Noi all’odio e all’ignoranza dei nazisti rossi risponderemo comunque sempre con le idee e con il sorriso, Amici”. E poi ancora: ““No Salvini Day”, cretini fanno penzolare da un ponte un manichino con la mia faccia… Poi sarei io quello che diffonde “odio”. Chissà che bravi genitori. Certa sinistra ha fatto e può fare ancora molto male al Paese, ma io e milioni di italiani non molliamo, giusto?”.
E infine: “Bandiere rosse, canzoni sovietiche, “Salvini vaffanculo”, “Uccidere Salvini non è reato”, ecc. E poi sarei io che “semino odio”…Si sfoghino per questo giorno di “vacanza”, convinto come sono che solo un’estrema minoranza di “kompagni” pensa davvero tutto questo. Trovo però particolarmente idiota bruciare la bandiera della Lega, o di qualsiasi altro movimento politico, o dare FUOCO a un manichino con la mia faccia, non pensate anche voi? Qualcuno dovrebbe imparare un po’ di RISPETTO”.
Quello che ci sentiamo di dire noi è che i pochi studenti davvero convinti delle ragioni di una protesta sono da rispettare purché la protesta rimanga entro certi limiti. Va anche detto che da un lato in quelle piazze c’erano tanti appartenenti ai centri sociali che nelle scuole non ci mettono piede da un po’, forse dai tempi della terza media e dall’altro lato va detto che molti studenti, come spesso accade in questi casi, non sapevano nulla di quello di cui parlavano quegli slogan e non sanno nulla dei simboli o dei gesti che sono stati indotti a fare. Piccolo esempio lo studente in prima fila che intonava cori filocomunisti addirittura con il pugno alzato e indossava scarpe Nike e maglietta dell’Nba, due simboli di quell’imperialismo americano e occidentale che i suoi slogan in teoria combattevano. 

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