Spread oggi 16 novembre, aggiornamento in tempo reale e apertura Borse

Sprea oggi 16 novembre
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Spread oggi 16 novembre, aggiornamento in tempo reale e apertura Borse. 

Come ogni giorno vi proponiamo l’andamento in tempo reale del valore dello Spread, il differenziale tra Btp e Bund che pesa come una minaccia costante sull’economia italiana. Ecco il grafico dell’andamento real time:

Lo spread dunque ieri ha chiuso in rialzo a 313 punti base rispetto ai 309 del giorno precedenti e in giornata aveva raggiunto anche un picco a 318 punti. Per Piazza Affari ieri è stata una giornata negativa con l”indice Ftse Mib che ha chiuso a -0,9% a 18.905 punti, mentre l’Ftse All share ha fatto segnare un ribasso dello 0,88% a quota 20.790. Tra i titoli il peggiore è stato Prysmian, in ribasso del 5,1%, seguito da Moncler, Buzzi (-3,4%), e Leonardo che ha ceduto il 3,2%. Fca ha perso l’1,3%, Intesa ha chiuso in calo dell’1,2% e Unicredit di mezzo punto.

Perchè lo spread sale

Veronica De Romanis, docente di politica economica europea alla Luiss e alla Stanford University di Firenze, ha spiegato così all’AdnKronos il motivo per il quale lo Spread sale: “Lo spread aumenta perché gli investitori, cioè coloro che comprano i nostri titoli di Stato, il nostro debito pubblico, cominciano a pensare che l’andamento crescente che il debito pubblico ha continuato ad avere in questi anni non verrà invertito. Quindi si domandano fino a che punto aumenterà e sono disposti a comprare i nostri titoli con rendimenti più elevati”.

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Che cos’è lo Spread

La definizione dalla quale partiamo e che poi approfondiremo è questa: lo spread è la differenza di rendimento tra due titoli di Stato. Nello specifico il termine di paragone più importante è sempre quello con i titoli della Germania dato che sono considerati dai mercati i più sicuri e per questo usati come metro di paragone nella valutazione dello spread. Per darvi un riferimento numerico ricordiamoci che nel momento peggiore per i mercati e per il nostro Paese nella sua storia recente, quando poi ci fu l’avvicendamento tra Silvio Berlusconi e Mario Monti, lo spread era giunto a quota 528.