Morte Desirée, fermato il pusher italiano: “Ha fornito la droga letale”

 

Morte Desirée
Morte Desirée (Facebook)

Morte Desirée, è stato fermato il pusher italiano di 36 anni coinvolto nel decesso, si tratta di un romano: “Ha fornito la droga letale”.

Ci sono novità importanti per quanto riguarda la morte di Desirée, la 16enne trovata priva di vita in un palazzo a Roma nel quartiere San Lorenzo e che era sparita da Cisterna, in provincia di Latina. Gli agenti della squadra mobile romana e del commissariato San Lorenzo nel pomeriggio di sabato hanno arrestato il pusher che fornì la droga ai migranti che sono accusati di aver abusato dell’adolescente.

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Le accuse al pusher romano e alle amiche di Desirée

L’uomo fermato è Marco Mancini, 36enne romano, ritenuto responsabile di aver ceduto cocaina, eroina e psicofarmaci con effetti psicotropi contenenti quetiapina. Il pusher è stato rintracciato dalla fermata della metropolitana linea C Pigneto. Aveva con sé 12 dosi di cocaina e e psicofarmaci di vario genere. Per tale ragione è stato segnalato all’autorità giudiziaria per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Emergono intanto altri dettagli sulle intercettazioni che inchiodano i migranti coinvolti nella morte di Desirée. Un’amica della ragazza, parlando in questura con altre giovani, ha affermato: “Quelli manco sapevano che l’avevano stuprata, gliel’ho detto io. ‘Pezzi de m… state tutti a fumà crack, guardate che colore c’ha sta pischella’. Potevano limitarsi a fare sesso, basta e ciao. E invece no, hanno dovuto giocà così co la vita de na ragazzina di 16 anni. Ma poteva tenè pure 30, non si fa. Magari era consenziente all’inizio, ma poi dopo? Perché ormai era rinc…lionita e quelli invitano gli amici a fare sesso con lei. Vai a capire quando ha smesso di essere consenziente”. Le ragazze coinvolte nella vicenda rischiano di essere messe in stato di accusa per non aver soccorso Desirée, se non addirittura per favoreggiamento.

La decisione dei giudici che poteva salvare Desirée

Intanto finisce nell’occhio del ciclone la decisione di un giudice del tribunale dei minori, che si oppose al ricovero coatto di Desirée in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Il ricovero coatto è possibile solo in casi gravissimi, un paziente maggiorenne può anche opporsi, ma questo non può avvenire in caso di minorenni. Il ricovero coatto era stata una richiesta avanzata dai genitori della ragazza.

A quanto pare, questo non avvenne perché non c’erano posti disponibili, quindi il giudice decise che il ricovero non era urgente. L’adolescente ai primi di ottobre era stata fermata per un presunto episodio di spaccio. Alcuni degli indagati per la morte della ragazza, intanto, potrebbero tornare in libertà: i loro legali hanno avanzato istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame.

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