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(Websource / archivio)

Il giovane cantautore, scrittore, poeta e artista di strada, molto seguito e apprezzato sui social, è al centro di un nuovo caso politico-sentimentale.

Elisa Isoardi ha annunciato in via ufficiale la fine della sua relazione con Matteo Salvini con un post su Instagram in cui cita una frase di Gio Evan: “Non è quello che ci siamo dati a mancarmi, ma quello che avremmo dovuto darci ancora”. Tanto è bastato a scatenare la curiosità del popolo del web. Ma chi è Gio Evan? Giovanni Giancaspro – questo il suo nome all’anagrafe – si è formato artisticamente tra il 2007 e il 2014, quando ha viaggiato fra India, Europa e Sud America in bicicletta. Negli anni successivi ha scritto libri, poesie e canzoni, il tutto all’insegna di una vena espressiva poliedrica e complessa, ma allo stesso tempo molto popolare.

Isoardi, oggi sotto i riflettori per l’addio a Salvini, già altre volte in passato lo aveva citato. E poche ore fa Gio Evan – forse in risposta proprio a chi si è stupito di tanta attenzione – ha scritto sul suo profilo Instagram: “La poesia è per tutti, tutti hanno il diritto di dedicarsi parole di conforto, di amore o di addio. Se non la pensate così allora avete ragione, la poesia è quasi per tutti. Per voi, no”. Certo lo è per Isoardi.

Gio Evan “fenomeno” social

Oltre a 416.000 followers su Instagram e più di 200.000 like sulla sua pagina Facebook, Gio Evan, classe 1988, ha all’attivo cinque romanzi pubblicati, un album musicale, la frequentazione di sciamani durante un viaggio in bicicletta in sud America (pare che il suo nome d’arte glielo abbia dato un indiano Hopi misteriosamente vivente in Argentina), e molto altro ancora. Le sue poesie e canzoni vengono condivise sui muri, incise sui banchi di scuola, sugli alberi e su ogni superficie immaginabile per poi viaggiare in rete sulle bacheche del popolo del web.

Da un’occhiata su Instagram si evince che il Nostro ama ribaltare il senso di un luogo comune, aggiungere un prefisso ad un verbo o a un sostantivo, trovare la più banale rima baciata, insomma spiazzare. Ed è l’unico poeta haiku ad avere frotte di followers più haiku di lui. Nel 2008 ha pubblicato il suo primo libro, “Il florilegio passato”, racconto che narra dei suoi viaggi, senza soldi né scarpe, denotando una forte ricerca spirituale e poetica visionaria unita a una sana comicità. Nel 2012/13 ha fondato il progetto musicale “Le scarpe del vento” con cui si è esibito in concerti in tutta Italia proponendo brani inediti di cui è autore. E così via, una tappa dopo l’altra, fino a 2017, quando pubblica con Rizzoli “Capita a volte che ti penso sempre“, volume che raccoglie l’esperienza maturata con “Le poesie più piccole del Mondo” e dopo soli quattro giorni dall’uscita ha raggiunto la vetta in categoria poesia su AmazonStore. E scusate se è poco…

 

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EDS

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