Desirée, stuprata per 12 ore da immigrati “con i permessi umanitari”

(Websource / archivio)

Stupratori con il permesso umanitario in tasca: il “caso” aperto dalla tragedia di Desirée. 

Hanno drogato con mix di stupefacenti (secondo gli accertamenti medici) e violentato per ore (12 stando alle prime ricostruzioni) una ragazzina di 16 anni, lasciandola moribonda e probabilmente in overdose su un materasso sporco dentro un palazzo abbandonato, senza mostrare alcuna alcuna umanità. Eppure gli autori dell’orribile violenza avevano chiesto il permesso per motivi umanitari. Erano un gruppo senegalesi e nigeriani, c’è chi dice addirittura sette, con un identico curriculum: dichiaratisi “profughi in fuga dall’inferno” davanti alle autorità, erano in realtà spacciatori.

L’unica colpa di Desirée è stata quella di entrare in quel maledetto stabile, alla ricerca di un telefono o di una dose. La storia della ragazzina di Cisterna di Latina lasciata morire da un branco di violentatori e spacciatori è molto simile a quella dell’assassinio di Pamela Mastropietro, la 18enne di Macerata fatta a pezzi e poi nascosta in due trolley. Anche Innocent Oseghale era un pusher, anche lui ha violentato la sua giovane preda mentre stava morendo e anche lui aveva ottenuto un permesso per motivi umanitari. E che dire dell’insegnante in vacanza che poche settimane fa, vicino al Verano, in un angolo non molto distante dal luogo in cui è stata trovata morta Desirée, è stata trascinata in pieno giorno dietro una macchina e violentata da uno straniero, forse un clandestino o un immigrato con il permesso umanitario, di certo un profugo?

Alla luce di tutto questo, molti si chiedono come mai delinquenti del genere siano libero di approfittare del permesso per motivi umanitari per essere accolti in Italia. E sull’onda della rabbia e della frustrazione di fronte a simili ingiustizie è partita una campagna per l’abolizione dei permessi umanitari intermedi, quelli cioè non motivati dalla fuga dalle guerre e dalla persecuzioni. Certo è che anche la giustizia dovrebbe fare la sua parte: In Italia, al momento, per chi spaccia, ruba e violenta l’impunità è garantita. Male che vada si può essere condannati a qualche anno di detenzione, non certo utile a spezzare la catena della criminalità, se mai a rafforzarla. La speranza è che la morte di Desirée, e di tante altre come lei, suoni la sveglia alla classe politica e la induca a un drastico cambio di rotta.

EDS

Leggi tutte le nostre notizie di viaggi, cronaca, attualità e curiosità anche su Google News