Blue Whale: nuovo allarme tra gli adolescenti per il gioco mortale

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(screenshot video)

Blue Whale, un caso di un’aspirante suicida esplode a Bari: nuovo allarme tra gli adolescenti per il gioco mortale che proviene dalla Russia.

Due casi denunciati in poche ore, in due differenti Regioni, una ragazza salvata in extremis e altre decine di adolescenti coinvolti: nuovo allarme per il gioco mortale Blue Whale in queste ore. Il gioco, spiega la Polizia Postale, viene proposto “come una sfida in cui un così detto “curatore” può manipolare la volontà e suggestiona i ragazzi sino ad indurli al suicidio, attraverso una serie di 50 azioni pericolose”. Prende il nome dal momento iniziatico del gioco mortale, quando chi vi partecipa si marchia il braccio con una balena.

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Casi di Blue Whale in Italia: cosa è accaduto

Il gioco è sbarcato in Italia dalla Russia ed è divenuto noto con un servizio de ‘Le Iene’, che molti ritengono un fake. Quel che è certo, è che si è creato un vero e proprio spirito di emulazione e i casi ora ci sono effettivamente e si teme che possa scapparci il morto. Tutto parte da Bari: qui una 13enne è stata trovata con ferite sulla braccia procurate con un rasoio. Non solo: la giovane aveva una serie di atteggiamenti ambigui, che hanno portato a scoprire che sarebbe stata a un passo dal suicidio.

L’adolescente aveva creato un gruppo WhatsApp chiamato “Panda”, oltre ad aver partecipato alle chat di altri gruppi analoghi denominati “Disastro”, “Disagio” e “Deupolcuassassino” e al gioco “NoStranger”. Inoltre, aveva un contatto Instagram, dove era possibile leggere frasi come “Sono un disastro, una fallita”. Poi c’erano le foto di quei tagli sulle braccia, inviate a un’amica. A quel punto, è scattato l’allarme, che ha coinvolto le questure di diverse Regioni italiane: Marche, Campania, Emilia Romagna, Sardegna, Abruzzo, Lombardia, Calabria, Puglia, Lazio, Toscana, Basilicata, Piemonte e Veneto. Coinvolto, tra gli altri, un adolescente sardo, che scriveva frasi come “Soffro”, “sto male”, “voglio morire”. La ragazza barese, che aveva una sorta di biglietto d’addio nel diario scolastico, oltre a essere vittima del gioco, è stata accusata di istigazione al suicidio.

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