Salvini, sulla carta d’identità ritornano le voci “Madre” e “Padre”

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Il ministro Salvini, impegnato a far sostituire il termine generico “genitore” dalla carta di identità dei minorenni, ha avuto l’ok anche da parte del 

Salvini, dopo aver fortemente spinto verso il cambiamento dei termini generici “genitore 1” e “genitore 2”, ha avuto il via libera anche da parte del ministero dell’Economia e delle finanze.

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Salvini, sulla carta d’identità ritornano le voci “Madre” e “Padre”: l’ok del Mef

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha finalmente ottenuto che le carte di identità elettroniche in possesso degli italiani minorenni siano modificate dal termine generico “genitore 1 e 2” a padre e madre. Un ritorno al passato che, nelle aspettative del ministro, rappresenta anche un passo sociale in avanti: “Dopo il via libera del ministero della Pubblica amministrazione, è arrivato quello del Mef: sulla carta di identità elettronica dei minorenni ci sarà lo spazio per indicare madre e padre, anziché l’espressione generica “genitori”. Ora manca il parere del Garante della privacy e poi, sentita la conferenza Stato-città, potrò firmare il decreto. Dalle parole ai fatti!”, ha commentato entusiasta il ministro. Dopo il via libera dato dal Ministero della Pubblica istruzione il ministro Matteo Salvini non era certo che sarebbe riuscito ad abbattere anche la barriera del Mef. Anche Lorenzo Fontana, Ministro della Famiglia e le Disabilità, si è unito alla gioia di Salvini e lo ha fatto attraverso Facebook: “Piccole (o grandi?) battaglie vinte. Avanti tutta! Grazie a tutti i Ministri coinvolti”, ha postato il Ministro Fontana. La battaglia di Salvini per cambiare le diciture generiche era iniziata lo scorso agosto dal Viminale dove aveva dato disposizione di modificarne le diciture già sui modul per la richiesta della carta elettronica per i minorenni: “Mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione ‘madre’ e ‘padre’. È una piccola cosa, un piccolo segnale, però è certo che farò tutto quello che è possibile al ministero dell’Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no”, aveva detto il Ministro in un’intervista lo scorso agosto.

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