Spread oggi venerdì 26 ottobre 2018, aggiornamento in tempo reale

andamento spread oggi venerdì 26 ottobreQual è l’andamento dello spread oggi venerdì 26 ottobre: ecco come ha aperto Piazza Affari e l’aggiornamento in tempo reale.

In tendenza con l’andamento degli ultimi giorni e con quello delle principali borse europee Piazza Affari ha aperto in ribasso con quasi tutti i titoli maggiori in perdita. Della debolezza del mercato italiano e di quelli europei ha risentito ovviamente anche lo spread tra Btp e Bund che ha aperto in perdita anche oggi, passando dai 310 punti di inizio giornata ai 313, per poi risollevarsi di un punto poco fa.

Il differenziale tra i nostri titoli di stato e quelli tedeschi viaggia in un range più o meno stabile da quando è stata varata la manovra 2019 del governo italiano, oscillando tra i 310 ed i 320 punti, un andamento deficitario che non veniva raggiunto dalla crisi di governo del 2013 e che, stando alle parole pronunciate ieri da Draghi, bisogna tenere sotto costante osservazione: l’andamento dei titoli di stato intacca i bilanci delle banche nazionali facendo innalzare i tassi d’interesse. Draghi ha anche aggiunto che l’andamento è condizionato dal mancato rispetto delle regole di bilancio fornite agli stati membri dall’Unione Europea e che è dunque necessario trovare un accordo per sistemare la situazione attuale.

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Apertura Piazza Affari: l’andamento dei principali titoli

Come anticipato in apertura non solo il differenziale tra Btp e Bund ha presentato un inizio negativo nella Borsa Italiana: l’ FTse Mib ha per esempio perso l’1%, seguito da Brembo (-3,4%), Prysman (-2,8), Fca (-2,8%) ed Stm (-2,6%). Male anche le banche italiane, anch’esse trascinate da un andamento negativo delle borse europee che a loro volta sono condizionate dal crollo di Wall Street (in negativo per il pessimo andamento dei titoli tecnologici) e da quello di Londra (causa Brexit), Banca Generali, Bpm e Mediobanca perdono il 2% circa, Unicredit fa segnare -1,5% mentre Intesa perde un punto percentuale. In controtendenza Eni che invece guadagna l’1,5%.

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