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Morte Desirée: la fuga di uno dei suoi presunti aguzzini

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L’arresto per la morte di Desirée (foto Polizia di Stato)

Morte Desirée: dove era nascosto uno dei suoi presunti aguzzini, la fuga a Borgo Mezzanone, ghetto alle porte di Foggia, di Yusif Salia.

Si chiama Yusif Salia il quarto uomo finito in manette per la morte di Desirée, la 16enne trovata priva di vita in un palazzo a Roma nel quartiere San Lorenzo e che era sparita da Cisterna, in provincia di Latina. Stando alle prime indagini, hanno agito in branco: ieri i primi tre fermi, per altrettanti migranti che a quanto si apprende erano stati colpiti da provvedimento di espulsione. Oggi invece il fermo del quarto complice, di nazionalità gambiana. Il fermo è avvenuto oggi pomeriggio all’interno della zona denominata “ex pista” di Borgo Mezzanone, a Foggia.

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Dove si nascondeva il migrante fermato per la morte di Desirée

Si tratta di un vero e proprio ghetto, dove – scrive la Polizia di Stato – “insiste un insediamento di cittadini extracomunitari che non hanno più titolo ad essere ospitati all’interno della struttura”. Qui, appena qualche giorno fa, una cinquantina di migranti sono stati accusati di aver aggredito alcuni uomini delle forze dell’ordine. Terra di nessuno già per conformazione geografica (Borgo Mezzanone, fondato sotto il fascismo, è frazione di Manfredonia, ma si trova a 40 km dal capoluogo sipontino), negli anni più volte sono state denunciate le condizioni del ghetto, in particolare l’esistenza di un tessuto criminale in cui le mafie locali farebbero accordi con la “manodopera” straniera. La tendopoli, solo pochi mesi fa, era stata parzialmente distrutta da un incendio.

Yusif Salia, il migrante fermato per la morte di Desirée, la ragazza che ha perso la vita una settimana fa in uno stabile occupato di Roma, aveva trovato rifugio in una baracca. Al momento dell’arresto, gli agenti di Polizia hanno trovato all’interno un po’ di tutto: 11 Kg di marijuana suddivisi in 50 pacchi, 194 gr. di hashish suddivisi in 3 pezzi, due buste di resina per un totale di 122 gr. e 4 dosi di metadone; inoltre sono stati rinvenuti una pistola giocattolo e un bilancino di precisione. Il gambiano, messo alle strette, ha provato a dare diverse generalità, spacciandosi per un’altra persona. Inoltre, si apprende che si era tagliato i capelli per non essere riconoscibile. Gli agenti lo hanno identificato e ristretto in cella, a Foggia.

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