Desirée, i tre fermati sono tutti spacciatori colpiti da espulsione

Desirée morta
Desirée morta a Roma (Facebook)

La 16enne Desirée è stata violentata ed uccisa da tre immigrati spacciatori di droga, tutti con permesso di soggiorno scaduti.

Anche nell’orribile vicenda della morte di Desirée Mariottini, la 16enne violentata ed uccisa nel quartiere San Lorenzo a Roma pochi giorni fa, ci sono dei contorni del tutto assurdi. E che daranno adito ad aspre polemiche. Le forze dell’ordine hanno fermato tre dei quattro extracomunitari ritenuti responsabili dell’orrendo fatto di cronaca, scoprendo che tutti loro erano stati colpiti da un provvedimento di espulsione dall’Italia. Ma chi in un modo, chi in un altro, erano tutti ancora presenti sul nostro territorio. Si comincia con Mamadou Gara, senegalese di 26 anni, che gli agenti della Squadra mobile hanno trovato in un altro edificio in disuso ed utilizzato da spacciatori ed altri delinquenti come base, al Pigneto. Gara è proprio un pusher ed aveva fatto richiesta di asilo politico. Alla fine di ottobre dell’anno scorso però il documento gli era scaduto ed è stato espulso. Ovviamente lui non ha mai pensato di andarsene, così come capita ad altri immigrati irregolari e ritenuti pericolosi. E ha trovato rifugio in quel palazzo abbandonato.

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Desirée, i fermati sono tutti pusher irregolari

Lo scorso 22 luglio Gara venne fermato e colpito da nuovo provvedimento di espulsione, con l’aggravante dello spaccio di stupefacenti. Ma la burocrazia ha rallentato tutto e per il senegalese non c’è stato alcun problema nel continuare a fare ciò che faceva: ovvero seminare morte tra i giovanissimi con la droga. Un altro dei catturati per il caso Desirée è Brian Minteh, 43 anni, in Italia da molto più tempo (almeno 5 anni) e ‘residente’ in una delle roulotte a ridosso del cimitero del Varano, dove lo scorso 6 ottobre è stata violentata una ragazza inglese che si trovava a Roma per lavoro. E poi ecco il 46enne Alinno Chima, si nazionalità nigeriana, anche lui irregolare. È stato scovato in una fabbrica pericolante di via Tiburtina e pure lui spaccia droga. Il suo permesso di soggiorno era scaduto a marzo e da allora Chima si è dato alla macchia. Le autorità sono attualmente alla ricerca di una quarta persona fortemente sospettata di aver preso parte allo stupro ed all’omicidio di Desirée.

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